Ambiente, clima, territorio e prevenzione: il punto di vista di Samuele Segoni e le proposte di Alternativa Libera

timthumbFinalmente sembra che i cambiamenti climatici stiano diventando d’attualità nell’agenda politica italiana. Alternativa Libera vorrebbe che l’Italia facesse strada, convertendo il proprio sistema di sviluppo verso modelli sostenibili in modo da diventare punto di riferimento nel mondo.

In vista della Conferenza delle Parti (Cop21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre, quando tutte le nazioni si siederanno ad un tavolo per cercare di decidere cosa fare a riguardo di questo clima in evidente mutamento, anche in Italia il dibattito si sta accendendo, dopo una partenza che già era stata incoraggiante.

Dall’enciclica “Laudato sii” di Papa Francesco, nei mesi scorsi, era arrivato un veemente messaggio sui temi dell’ambiente, dei mutamenti climatici e dello sviluppo umano.  Il messaggio di non compromettere l’ambiente, patrimonio collettivo dell’umanità, porta tutti noi a sperare di avere presto un mondo a energia rinnovabile, senza combustibili fossili.

Durante questa legislatura alla Camera e al Senato è stato attivato un intergruppo parlamentare, Globe Italia, composto da esponenti di tutte le forze politiche, nel tentativo di far squadra contro i cambiamenti climatici. Il Governo aveva incaricato, Italiasicura, l’Unità di Missione per il contrasto al dissesto idrogeologico di occuparsi anche dei cambiamenti climatici. Sono state messe in rete le diverse realtà coinvolte, Ministeri, Regioni e Comuni, imprese e associazioni, il 22 giugno si sono tenuti gli “Stati generali sul clima” per rendere edotti i cittadini delle azioni che l’Italia dovrebbe mettere in atto.

Insomma, una parte della politica e del mondo scientifico ha tentato di fare fronte comune.

Negli scorsi mesi si sono svolti una serie di tavoli tecnici per raccogliere idee, proposte, contributi e progetti e creare un gioco di squadra nel dibattito che si è aperto in Italia in vista dell’appuntamento di Parigi.

In particolare, alla Camera sono state discusse una serie di risoluzioni sulla strategia per gli adattamenti climatici e una serie di mozioni più ampie inerenti la lotta al Global Warming in generale e alla riduzione dei gas serra in particolare.

Sulla carta,  l’interesse delle forze politiche è divenuto pian piano quasi trasversale. E non poteva essere altrimenti, visto il continuo susseguirsi ed intensificarsi di fenomeni come alluvioni, trombe d’aria, nubifragi, crisi idriche, desertificazione, mucche che non producono più latte, pesci che bollono nell’acqua delle lagune e degli allevamenti, malattie e parassiti tropicali, migranti in fuga dalla siccità ed altre calamità connesse ai cambiamenti climatici.

Sono episodi che devono essere lo stimolo per agire speditamente con il piano di mitigazione ed adattamento, fornendo aiuti urgenti al tessuto economico in crisi per risollevarsi e riconvertirsi verso modelli di sviluppo più sostenibili, che saranno quelli che domineranno il mondo tra qualche decennio.

Peccato che sulla lotta al cambiamento climatico dal governo Italiano finora siano arrivate solo tante belle parole. Nei fatti però si è fatto fatica, e lo si fa tuttora, a fare proposte concrete e si rimandano le scelte importanti che possano cambiare il nostro sistema Paese in un modello più sostenibile. Se è vero che la riduzione delle emissioni di CO2 è una priorità per il Governo Renzi allora lo dimostri coi fatti, altri cinque anni di dormiveglia non sono ammissibili.

Noi di Alternativa Libera proponiamo un approccio completo: si converta la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, redatto dal MATTM, in un piano vero e proprio, anche con il supporto dell’unità di missione Italiasicura, individuando una scala di priorità tra gli interventi ivi contenuti, un cronoprogramma di attuazione e un piano di finanziamenti certi, prevedendo lo stanziamento dei primi fondi già a partire da questa legge di stabilità.

La maggioranza, limitandosi alle chiacchiere, ha sempre detto di voler contrastare i cambiamenti climatici ma ha dimostrato miopia affossando in aula la mia richiesta di iniziare a finanziare la strategia nazionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici già con questa legge di stabilità. Non è sufficiente la disponibilità a parole, se ai fatti poi dovrà pensarci qualcun altro, un’altra volta.

Forse per molti può sembrare un sogno irrealizzabile, ma Alternativa Libera vorrebbe un’Italia capofila mondiale per la riduzione delle emissioni di CO2. Ne abbiamo le potenzialità, dovremmo ritrovare un po’ di orgoglio e di ambizione. Questo può essere davvero il nostro contributo ad un “progetto comune” che speriamo si possa affermare anche a Parigi.

È per questo che chiediamo che l’Italia si impegni a raggiungere gli obiettivi per l’azzeramento delle emissioni più velocemente e a superarli indipendentemente dall’esito della conferenza di Parigi e dal compromesso che in quell’occasione verrà raggiunto.

Alternativa Libera continuerà a dare battaglia sul tema in Parlamento, sfruttando la forza delle idee e il dialogo con un fronte abbastanza trasversale di parlamentari. Ad esempio, in seno all’intergruppo parlamentare Globe, è stata accettata la mia proposta di presentare congiuntamente una serie di emendamenti inerenti il contrasto e l’adattamento ai cambiamenti climatici. In questo modo le proposte saranno portate avanti non dalle singole forze politiche ma in maniera trasversale, aumentando la possibilità che possano venire approvati.

On. Samuele Segoni

Samu OK

MOZIONE DI ALTERNATIVA LIBERA SUI CAMBIAMENTI CLIMATICI

PROPOSTE ACCETTATE

Promuovere in sede europea la necessità di una fiscalità ambientale (le imposte sui beni dipendono dalla loro impronta ecologica), uno dei modi più efficaci per guidare la società verso un nuovo modello di sviluppo ecosostenibile:  meno inquino, meno pago.

Promuovere in sede europea obiettivi ancora più virtuosi per le politiche climatiche ed energetiche.

Considerare le isole minori come dei laboratori sperimentali prioritari per lo sviluppo di energie rinnovabili, smart grid e sistemi di accumulo, in modo da soppiantare totalmente gli impianti a gasolio da cui oggi dipendono.

Prorogare l’ecobonus (detrazione al 65% per efficientamento energetico) e valutare l’estensione ad altri interventi ecosostenibili.

Nel quadro normativo relativo all’urbanistica e all’assetto del territorio, favorire lo sviluppo di “polmoni verdi” all’interno dei tessuti urbani.

Potenziamento ed efficientamento della filiera del legno made in Italy, favorendone l’impiego soprattutto per la bioedilizia e la mobilia.

Favorire politiche compatibili con la decarbonizzazione dell’economia, soprattutto nei trasporti, nelle politiche energetiche e favorendo il recupero della materia in luogo del recupero energetico nel ciclo dei rifiuti.

PROPOSTE NON ACCETTATE

Proporre in sede internazionale l’obiettivo di contenere l’aumento di temperatura media entro 1.5°C (è stato accettato il limite di 2°C).

Indipendentemente dagli accordi raggiunti in sede internazionale, porsi e raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi, in modo da divenire un Paese trainante all’interno di un nuovo modello di sviluppo sostenibile, invece di andare a rimorchio come al solito.

Finanziare la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici già dalla prossima legge di stabilità.

Rimuovere incentivi diretti ed indiretti ai combustibili fossili.

Subordinare lo sconto in bolletta concesso ai così detti “impianti industriali energivori” all’ottenimento di una certificazione che ne attesti una riduzione dell’impronta ecologica ed energetica (tradotto in parole povere: continuo a farti lo sconto in bolletta solo se ti attrezzi per essere meno inquinante).

Impiegare i migranti ospitati in Italia, su base volontaria, come manodopera per implementare le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, favorendone l’integrazione attraverso il lavoro.

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