40 anni senza Moro

Senza voler essere irriverenti, la morte di Moro potrebbe essere paragonata alla morte di Gheddafi: entrambe, hanno significato la fine di un lungo periodo di equilibrio.
Sulla morte di Moro si continua a indagare, così come ha tentato anche nell’ultima legislatura, la commissione d’inchiesta, che pur avendo recuperato nuove informazioni, non ha dipanato la matassa ancora intricata su quel fatto.
Una cosa è certa.
Dietro all’aspetto mite ed educato del professore, Moro era uno Statista, il politico che aveva capito quanto fosse importante unire gli Italiani di destra e sinistra, quanto, soprattutto, fosse importante l’autonomia economica della Nazione.
Dopo di lui, sono, pian piano, emersi personaggi di piccolo calibro, ancora presenti sullo scenario politico.
Da quel momento in poi, le emittenti private hanno cambiato il nostro costume, i nuovi politici indossano felpe e jeans, alla ricerca di una informalità che vorrebbe farli, apparentemente, vicini ai cittadini, ma il marcato astensionismo (in particolare nelle regioni più disagiate) alle recenti elezioni dimostra una inquietante distanza tra gli uni e gli altri.
Mancato Moro è sembrato venir meno il coagulo che teneva insieme gli Italiani, anche se di diversa ideologia.
Cosa manca?
Probabilmente, la moralità di personaggi come Moro, la spina dorsale, l’impegno, la coerenza, la costanza. In buona sostanza l’onesta intellettuale.
Finita quell’epoca, siamo rimasti orfani, non solo di un personaggio politico di quella levatura ma anche di una etica che mai più abbiamo ritrovato.

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