Accade a Firenze

Accade a Firenze, città che si vanta della propria apertura al mondo e del dialogo tra le religioni; accade a Firenze, città che si vanta della propria amministrazione comunale che di quella apertura e di quel dialogo ne fa retorica quotidiana; accade a Firenze il fatto recente – lo scorso 24 maggio – per cui, in sede di Commissione Affari Costituzionali del Comune, il PD, partito di maggioranza, una maggioranza che si fa “bulgara” in questa commissione, deserta completamente i lavori previsti e volutamente isola il Presidente di commissione Miriam Amato, esponente dell’opposizione e rappresentante di Alternativa Libera nel consiglio comunale. 

Era infatti prevista in quell’occasione la partecipazione del  rappresentante nazionale della ICOII, l’Imam Izzedin Elzir, a nome della comunità islamica, a condividere, e commentare, il Percorso Partecipativo per la Moschea Fiorentina, un’annosa questione che si è caratterizzata, sinora, in una serie di altalenanti rinvii per non saper ancora dove assegnare un luogo di culto ai musulmani che abitano in città.

Da questo fatto emergono due aspetti: il  disinteresse del PD alla politica di partecipazione della cittadinanza (tra l’altro normata da una legge della Regione Toscana) a cui giocoforza questo partito non è abituato, vista l’invalsa attitudine a non confrontarsi ma ad ubbidire al capo (si rammenta l’epopea che Firenze ha avuto dell’ex Sindaco ed ex Primo Ministro Matteo Renzi), e, soprattutto, il non rispetto verso la comunità islamica, la prima a dover essere offesa da un tale atteggiamento dei consiglieri del PD.

Si scopre così, facilmente, la facciata di una classe politica locale che, probabilmente, alla fine, teme conoscere il parere dei cittadini su questioni particolari, appunto come dare un luogo di culto ai fedeli musulmani. Ciò non è mera questione di occupazione di suolo, anche se basterebbe solo questo aspetto per dare adito a disertare altre commissioni.

Ricordiamo che garantire un luogo di culto alla comunità islamica è costituzionalmente doveroso e culturalmente coerente con la storia di Firenze sopra richiamata. Il fatto poi che una seduta del consiglio comunale, esplicitamente prevista su questo tema sia stata posticipata è indice della confusione di idee e quindi politica, che alberga, ormai da anni, nell’amministrazione comunale di Firenze.

Come Alternativa Libera teniamo a ribadire i valori costituzionali alla base della convivenza civile, valori che il partito di maggioranza, il PD – ricordiamo –  ha già tentato di inficiare con l’abortita riforma costituzionale. Un’attitudine poco democratica che poco accoglie e poco ascolta, le istanze di partecipazione dei cittadini anche, e sopratutto, su temi culturalmente impegnativi legati alla libertà di culto.

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