Warning: "continue" targeting switch is equivalent to "break". Did you mean to use "continue 2"? in C:\inetpub\wwwsites\www.alternativalibera.org\web\wp-content\plugins\siteorigin-panels\inc\styles-admin.php on line 390 "L'acqua cheta che rovinò i ponti": ciclo d'incontri sulle alluvioni con Segoni

“L’acqua cheta che rovinò i ponti”: ciclo di incontri sulle alluvioni con Samuele Segoni nel 50° anniversario della tragedia del 1966

eventone-bannerInizierà venerdì 21 ottobre presso il Comune di Figline Incisa Valdarno alle ore 21:00 il ciclo di incontri sulle alluvioni “L’acqua cheta che rovinò i ponti”, presso la Sala del Consiglio Comunale “F. Staderini” in piazza del IV Novembre, promosso da Alternativa Libera con Samuele Segoni, geologo e membro della Commissione Ambiente presso la Camera dei Deputati.

Alla serata di Figline parteciperanno anche Sergio Staderini, ex sindaco di Figline e “memoria storica” del periodo dell’alluvione e Piero Caramello, consigliere comunale di Alternativa Libera.

Il ciclo di incontri proseguirà mercoledì 26 ottobre alle ore 21:00, presso la biblioteca comunale di Cascia (Reggello). All’evento parteciperà anche Antonio Ortolani della associazione “Terra Libera Tutti”.

La conclusione è prevista a Firenze per la serata di giovedì 3 novembre, ore 21:00, presso il Teatro del Parterre in Piazza della Libertà, con la partecipazione di Miriam Amato, consigliere comunale di Alternativa Libera e con una formula inedita che prevede l’intervento della compagnia di improvvisazione teatrale ATTOUNO.

Lo scopo della triplice iniziativa che, parallelamente celebra il 50° anniversario della tragedia del 1966, è far capire, con esempi concreti e linguaggio semplice, che per mettere in sicurezza le nostre città, più delle opere faraoniche come le casse d’espansione, serve una corretta gestione del territorio ed un’adeguata “cultura del rischio”: li chiamiamo disastri naturali, ma l’uomo “contribuisce” con molto del suo.

Numeri alla mano, è possibile dimostrare che il modo in cui viene attualmente gestito il nostro territorio danneggia sensibilmente l’economia locale e nazionale.

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