Agenzia delle Entrate, Rizzetto: “Padoan e Zanetti si mettano d’accordo e si parlino“

Orlandi“Non si capisce per quale ragione il ministro dell’Economia Padoan difenda la gestione dell’Agenzia delle Entrate e il suo direttore Rossella Orlandi. Nello schierarsi a difesa della Orlandi, Padoan difende anche le evidenti procedure illegittime con cui vengono affidati incarichi per le funzioni dirigenziali nell’Agenzia delle Entrate. Tutto ciò è molto grave.

Anche la recente nomina del nuovo capo del personale presso l’Agenzia delle Entrate è illegittima, perché non è stata preceduta da un regolare interpello volto a far partecipare tutti i dirigenti che ne avevano titolo”. Lo afferma Walter Rizzetto, deputato di Alternativa Libera e vicepresidente della commissione Lavoro.

“Allo stesso tempo vorrei applaudire lo ’straordinario’ scatto del sottosegretario all’economia Zanetti che solo adesso spinge per le dimissioni della Orlandi. I primi di luglio, Zanetti aveva difeso ostinatamente l’operato dell’Agenzia delle Entrate in risposta ad un mia interrogazione con cui denunciavo la mala gestione delle agenzie con la decadenza per illegittimità di ben 1.200 dirigenti dichiarata dalla Corte Costituzionale e ora si mette a litigare con Padoan chiedendo la testa della Orlandi. Sembrano Don Camillo e Peppone. Smettano di litigare e si parlino”, prosegue Rizzetto.

“Dopo la sentenza della Consulta – sottolinea l’esponente di Alternativa Libera – viene da chiedersi se tutti gli atti presentati e firmati da questi funzionari, illegittimamente assunti, siano validi o no? Sono almeno sette mesi che chiedo il ripristino delle legalità presso le agenzie fiscali, denunciando anche l’illegittimità della norma, inopinatamente inserita nel decreto Enti locali, che prevede l’istituzione di ‘posizioni organizzative speciali’ per far fronte all’emergenza causata dalla decadenza di dirigenti incaricati nell’ambito dell’agenzie fiscali”.

“Fa rabbia constatare che mentre la schizofrenia regna sovrana tra i responsabili politici del ministero dell’Economia nulla si fa per combattere i grandi evasori fiscali che comportano un danno di circa 180 miliardi di euro all’anno per le casse dello Stato, e i cittadini  devono subire le conseguenze dannose dei provvedimenti del Governo per tappare gli ammanchi dei conti pubblici”, conclude Rizzetto.

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