Alternativa Libera Giugliano si presenta: faccia a faccia con il presidente Antonio Di Nardo

Il sopralluogo di Samuele Segoni con i ragazzi di Alternativa Libera Giugliano

Con i suoi 160.000 abitanti, Giugliano in Campania è il comune non capoluogo più popoloso d’Italia. Qui, a trenta chilometri da Napoli, c’è un gruppo di persone che, nonostante i tanti problemi che affliggono il territorio e le vuote promesse di chi lo amministra e delle istituzioni, ha scelto di credere ancora nella politica. Tra loro c’è Antonio Di Nardo, il presidente di Alternativa Libera di Giugliano in Campania, instancabile promotore di campagne di informazione sui problemi della sua città.

Il nostro è un territorio pieno di problemi gravi che purtroppo non ci permettono di dormire sonni tranquilli: la terra dei fuochi, le ecoballe di Taverna del Re, l’ex Resit.  La politica, quella buona, dovrebbe essere orientata alla soluzione dei problemi della gente e a fornire risposte alle domande cittadini. Smettere di crederci equivarrebbe ad abbandonare la speranza in un futuro migliore per noi e per i nostri figli. Noi ci crediamo e d’altra parte come potremmo non farlo? Per questo non ci stancheremo di ritrovarci con gli associati in mezzo ai nostri concittadini, nelle piazze e con i gazebo, per informarli di ciò che accade nella nostra zona e per tentare di trovare insieme a loro una soluzione ai nostri problemi.

La città è grande, saprà reagire.

Lo speriamo fortemente. È indispensabile riuscire a coinvolgere gli abitanti, a cominciare dalle piccole cose. Anche se siamo fuori dalla “stanza dei bottoni”, siamo riusciti a far pressione sull’amministrazione comunale per il Wi-Fi libero nelle piazze e per la questione dei parcheggi a pagamento, ma anche presentando progetti come l’Art-bonus per la costruzione di una sala cinematografica che, se realizzata, sarebbe l’unica in una cittadina così popolosa.

Avete raccolto anche altri risultati dal giorno della vostra costituzione. Ad esempio l’esito della battaglia sul referendum costituzionale è stato soddisfacente

Siamo fieri del risultato, forse anche perché abbiamo fatto capire che di vuote promesse non sappiamo cosa farcene. Abbiamo invitato le persone a leggere la storia della nostra Costituzione ed a ritrovare quei principi democratici che hanno tenuto insieme la nostra Italia spiegando dettagliatamente i perché della scelta di rifiutare la riforma di Renzi e della Boschi.

La riconquista della dignità per la politica passa dunque attraverso un maggior coinvolgimento dei cittadini?

Certo. È l’unica via per ripristinare un rapporto sano tra eletti ed elettori. Chi vuole fare politica deve cambiare atteggiamento. L’arroganza non ha mai premiato nessuno. Confronto, ascolto e dialogo sono tre ingredienti basilari della ricetta di chi vuole fare politica, se perdi anche solo uno di questi elementi il progetto fallisce. La dimostrazione è quello che sta accadendo al Movimento 5 Stelle in Campania.

Ma adesso, con Alternativa Libera, avete ritrovato questa strada smarrita?

Noi abbiamo provato a non smarrirla mai, rimanendo fedeli a quei principi originari. Dopo l’espulsione dal gruppo operativo nel M5S prendemmo contatti con alcuni parlamentari che hanno dato vita ad AL e che conoscemmo a Firenze in un incontro nazionale di tutti i fuoriusciti dal Movimento. Subito dopo ci siamo riorganizzati con un nuovo simbolo e la piena attività sul territorio perché abbiamo trovato dei “compagni di viaggio” che condividono ancora quei principi e quei valori e il nostro stesso modo di intendere la politica.

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