Tre anni di Alternativa Libera: le nostre battaglie, i nostri successi

Alternativa Libera è una forza di piccole dimensioni che in questi anni in Parlamento ha tentato di fare una politica non convenzionale, rivolta esclusivamente al bene della collettività.

Il Paese nel quale vogliamo vivere è quello che eroga servizi efficienti ai propri cittadini, un Paese con un tessuto di imprese sane, libere di competere, di crescere e di creare occupazione e benessere.

Per questo abbiamo concentrato i nostri sforzi su temi di grande importanza che però nessuno voleva affrontare perché scomodi, molto tecnici e di difficile comprensione per alcune forze di opposizione, oppure utili agli interessi di bottega di politici e potenti di governo.

Abbiamo smascherato il tentativo del governo di favorire le banche e di facilitare l’esproprio delle case di quanti erano in difficoltà con il pagamento del mutuo. Una battaglia che si è rivelata così importante da diventare appetibile anche per chi non ne aveva colto la portata, come i Cinque Stelle, che solo in un secondo momento hanno deciso di sposarla. La nostra azione non è bastata per bloccare completamente questo disegno del governo, ma è servita a costringerlo ad aggiustare il tiro e aumentare da sette a diciotto il numero delle rate non pagate a partire dalle quale scatta l’esproprio della casa.

Portare alla luce le storture del sistema Paese e contrastare la corruzione sono attività che non danno risultati immediatamente visibili e non generano consenso elettorale. Abbiamo provato a farlo solo con lo scopo di aiutare l’Italia a diventare quel Paese sano in cui vogliamo vivere.

E infatti negli ultimi due anni e mezzo abbiamo denunciato lo scandalo delle reiterate proroghe illegali degli appalti per la pulizia nelle scuole assegnati con gare CONSIP truccate. Un meccanismo che ha consentito alla politica di disporre di veri e propri pacchetti di voti, sottoponendo al ricatto dei rinnovi semestrali migliaia di lavoratori di aziende che hanno continuato ad operare nell’illegalità. ANAC e Antitrust hanno scandagliato il mondo delle commesse pubbliche gestite dalla CONSIP, ma le ripetute segnalazioni, le sanzioni a queste imprese e le indagini della magistratura non hanno condotto al ravvedimento il governo che ha continuato con le proroghe, sperperando denaro pubblico senza stabilizzare i contratti di queste persone e impedendo una normale concorrenza tra imprese sane.

Coltivando la speranza di trasformare l’Italia in uno Stato in cui non si spreca il denaro pubblico per alimentare corruzione, privilegi e disuguaglianze abbiamo condotto una dura battaglia per sventare il tentativo del Governo di sottrarre alla Corte dei Conti, che è la magistratura deputata a tutelare i soldi pubblici, il controllo sulle società possedute dagli enti locali, tra cui le cosiddette in-house, che in molti casi sono dei veri e propri buchi neri che assorbono centinaia di milioni di euro prelevati direttamente dalle tasse dei cittadini.

Abbiamo provato a salvare l’Archivio Unico Informatico su cui banche e intermediari erano obbligati a registrare i rapporti aperti dalla clientela, e i relativi dettagli, per consentire ai soggetti che nel nostro Paese si occupano di lotta al riciclaggio di proseguire al meglio nella loro attività. Un tema molto tecnico del quale nessuna forza politica, nemmeno quelle che si autoproclamano paladini della legalità e dell’onestà, hanno colto la portata. Così come nessuna forza politica, esclusa Alternativa Libera, ha sottolineato quanto fosse importante raccogliere i solleciti degli esperti che si occupano di lotta al riciclaggio in merito allo schema di decreto elaborato dal governo per recepire la quarta direttiva comunitaria in materia di contrasto ai capitali occulti e finanziamento al terrorismo. Un testo che complicava la vita a chi contrasta il malaffare nel nostro Paese dove, soltanto nel 2016, sono state effettuate segnalazioni di operazioni sospette per un ammontare complessivo di 150 miliardi di euro. In questo caso siamo riusciti a evitare lo smantellamento del sistema di lotta al riciclaggio e anzi abbiamo indotto il governo a potenziarlo.

Si trattava di argomenti troppo complessi da comprendere per chi in questi anni ha preferito lanciare strali contro i privilegi della casta senza portare a casa nulla di concreto. In tanti hanno straparlato di vitalizi e pensioni dei parlamentari, intraprendendo strade improbabili per ridurli o cancellarli senza approdare a nulla. L’unica “riforma” andata a buon fine è stata l’adeguamento dei coefficienti di trasformazione delle pensioni dei deputati a quelli usati dall’INPS per pagare le pensioni dei cittadini normali, che Alternativa Libera è riuscita a ottenere dall’ufficio di presidenza della Camera dei Deputati dopo mesi di denunce sulla stampa.

La nostra attività parlamentare ha sempre avuto tra le linee guida la cancellazione di privilegi, prebende e politiche clientelari con lo scopo di offrire ai giovani un’Italia migliore, dalla quale non fuggire, ma che desse loro l’opportunità di potersi costruire un futuro. In tanti si riempiono la bocca, specie quando governano, di parole come futuro, lavoro, giovani. Poi fanno tutt’altro. Alternativa Libera ha presentato una proposta di legge organica per la legalizzazione della cannabis, che prevedeva un’accurata regolamentazione della filiera produttiva e riconduceva sotto il controllo dei monopoli di Stato la vendita. Con il supporto di controlli seri e sanzioni importanti si poteva assestare un durissimo colpo alla criminalità organizzata sottraendole un volume d’affari enorme, creare posti di lavoro e far entrare nelle casse dello Stato circa otto miliardi di euro l’anno, utili per finanziare misure per l’inclusione sociale e per l’occupazione giovanile. Hanno stravolto il nostro testo, cancellando con un colpo solo quanto di buono avevamo proposto.

Invece di aiutare i giovani, che con difficoltà provano a costruirsi il loro spazio, i politici si occupano di aiutare se stessi e gli amici. Nella legge di stabilità 2016, Alternativa Libera scoprì che il governo, con un emendamento ad hoc, stava spianando la strada all’ampliamento dell’aeroporto di Firenze in spregio alle norme vigenti e bypassando la volontà popolare. Per fare un favore a Toscana Aeroporti, società di cui è presidente Marco Carrai, amico personale dell’allora premier Renzi, l’emendamento dava il via libera alla costruzione della nuova pista dell’aeroporto a poche decine di metri dalla Scuola dei Marescialli dei Carabinieri e dalle case dei cittadini, senza curarsi dei rischi che la cosa avrebbe comportato. Smascherando il blitz notturno del governo attraverso la stampa, lo abbiamo costretto a fare marcia indietro.

Abbiamo provato a impedire che il governo consentisse agli eletti nei Comuni, nelle Regioni e nelle Città Metropolitane di ottenere un doppio incarico professionale retribuito da altre pubbliche amministrazioni. Alternativa Libera si è opposta in tutti i modi ma le altre forze politiche non hanno mosso un dito e hanno preferito dare uno schiaffo ai tanti giovani professionisti che in seguito a questa norma perderanno opportunità di lavoro in favore dei loro colleghi che fanno politica.

Questo modo di fare politica incrementa la fuga dei giovani dall’Italia, il Paese che detiene il record di maggior numero di patrimoni dell’umanità dell’UNESCO nel mondo con 53 beni nella lista nel 2017 e che invece ci si ostina a violentare con leggi che ne deturpano il paesaggio. È il caso dei decreti legislativi che permettono ai manufatti abusivi in aree protette di rimanere in piedi; che garantiscono la possibilità di scaricare acque inquinate nella aree marine protette, purché tali liquidi inquinanti rientrino nelle soglie previste dalla legge e di quelli che semplificano le procedure per lo smaltimento delle terre e delle rocce di scavo, cancellando in alcuni casi l’obbligo della Valutazione di Impatto Ambientale, e rendono meno tracciabili alcuni rifiuti cambiandone la classificazione in sottoprodotti. Alternativa Libera ha cercato invano di bloccare questo scempio, ma le forze esigue di un manipolo di deputati così piccolo non hanno potuto nulla contro forze politiche sostenute da gruppi di potere più forti il cui interesse non è certo quello di custodire, tutelare e promuovere questi “paesaggi culturali” e “naturali” che potrebbero garantire al nostro Paese di vivere quasi esclusivamente di turismo, creando occupazione e benessere.

A dispetto della forza dei numeri, la competenza però ci ha portato ad ottenere anche dei grandi successi: la legge delega di riordino della Protezione Civile, approvata definitivamente dal Parlamento a marzo 2017, e finalmente operativa dopo l’approvazione da parte del Governo dei decreti attuativi a dicembre, porta la firma di Alternativa Libera. Dopo la tragedia di Rigopiano e l’alluvione di Livorno abbiamo tutti presente quanto sia importante un sistema che sia in grado di gestire con efficacia le emergenze, ma anche la prevenzione del rischio e il post. Era necessaria una sorta di legge quadro che mettesse fine al guazzabuglio burocratico di norme che impedivano alla Protezione Civile di essere efficace e in questo caso la competenza di Alternativa Libera è stata premiata: nel testo definitivo è confluita gran parte della proposta di legge da noi presentata (primo firmatario Samuele Segoni). Grazie all’insistenza di Alternativa Libera e alla sponda fornita da alcuni senatori si è risolta l’impasse che si era creata a Palazzo Madama, dove il provvedimento era rimasto bloccato per un anno e mezzo, dopo la prima approvazione della Camera a settembre 2015. Ci siamo battuti perché non si disperdesse il buon lavoro fatto sul tema e si accelerasse l’approvazione definitiva di un provvedimento che se fosse stato in vigore avrebbe potuto forse salvare tante vite.

Per quanto riguarda la cultura, invece, siamo riusciti a far inserire nel Fondo Unico per lo Spettacolo la valorizzazione delle bande musicali; un patrimonio importante del nostro paese, che deve essere salvaguardato perché consente la socializzazione tra gli individui e coniuga la storia con la tradizione delle comunità. Sul versante dell’innovazione tecnologica, siamo stato l’unico gruppo parlamentare a depositare una proposta di legge organica sulla sicurezza informatica, che se fosse stata approvata avrebbe potuto fare da volano per l’economia, portando alla nascita di nuove imprese e creando posti di lavoro.

Inoltre, in tre anni di lavoro abbiamo dato vista a un ciclo di conferenze su blockchain, ICO e bitcoin, che sono servite a creare nella classe politica la consapevolezza di quanto sia necessario, per il nostro paese, conoscere queste tecnologie per disciplinarle e così trasformarle in strumenti sviluppo per l’economia italiana.

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