È ancora attuale il 25 aprile?

“La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bretagna e di Francia…”.

Così, il 10 giugno 1940, Benito Mussolini affacciato al balcone di Palazzo Venezia dà inizio alla tragedia che costerà al nostro paese morti e distruzione senza tregua per cinque lunghi anni.

Una catastrofe conclusasi il 25 aprile del 1945 e  sulla quale si sono riversati fiumi di inchiostro, si sono tenuti migliaia di convegni, si sono realizzati documentari e film.

La Liberazione e le gesta partigiane esaltate per decenni in modo spesso superficiale, più di recente, sono state riconsiderate con quel distacco che solo il tempo può dare, ma segnano in ogni caso una cesura storica fondamentale per il nostro paese e per l’intero continente europeo.

Sono passati 72 anni da quel giorno e ricordarlo significa anche chiedersi se sia possibile ricavarne un insegnamento per l’oggi.

Un oggi dove si riaffacciano fantasmi nazionalisti, diversi ma insieme uguali a quelli che portarono per due volte l’Europa al disastro (1915-18 e 1940-45).

Un oggi dove si tornano a innalzare quei muri che avevamo sperato definitivamente abbattuti nel 1989 (caduta del Muro di Berlino).

Muri tra continente e continente, tra Stato e Stato, mentre qualcuno pochi anni fa li voleva da noi anche tra Nord e Sud dell’Italia.

Gli alleati occidentali (Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti), usciti vincitori dal secondo conflitto mondiale, si erano fatti portatori di ideali di fratellanza, oggi li chiameremmo di inclusione. Era solo un sogno? Erano solo propaganda?

Perché ora la Gran Bretagna ha scelto di tornare a chiudersi su se stessa? La politica del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, tutto sembra tranne che inclusiva.

La Francia, sconvolta dal terrorismo fai da te delle sue banlieue, è investita dall’ondata xenofoba incarnata da Marine Le Pen, mentre comprendere il senso delle giravolte opportuniste di Vladimir Putin è sempre più difficile.

Però.

Il sistema democratico benché messo a dura prova da politiche dissennate perpetrate dalle élite occidentali e all’estremo opposto da populismi che portano in sé i germi di nuove dittature, resiste.

È un sistema pieno di difetti ma il migliore che sino ad oggi sia comparso sulla scena dell’umanità.

Ri-nasce proprio quel 25 aprile 1945.

Occorre continuare a difenderlo. Non aspettiamoci che lo facciano i finanzieri e nemmeno gli “uomini soli al comando”.

Deve farlo ognuno di noi, giorno dopo giorno, perché non è più scontato che sopravviva.

Occorre farlo con molta più attenzione che in passato. Subito, a partire da domani  26 aprile 2017.

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