Codice Antimafia: OK al sequestro dei beni, ma serve l’agente provocatore per fermare la corruzione

“La corruzione in Italia è un’emergenza al pari della mafia e del terrorismo, e come tale è giusto combatterla con mezzi straordinari.

Ad esempio, non siamo contrari al sequestro preventivo dei beni nei casi di corruzione. Occorre però sottolineare un problema di fondo della politica e della giustizia in Italia.

Le misure straordinarie si rendono necessarie, in primis, perché la giustizia italiana è impossibilitata, in gran parte per colpa della politica, a dare risposte in tempi ragionevoli. Risposte che se invece fossero date con rapidità, renderebbero superflue misure come il sequestro anticipato dei beni”.

Lo ha affermato Samuele Segoni, deputato di Alternativa Libera, intervenendo nell’aula di Montecitorio per annunciare il voto favorevole del gruppo al provvedimento ‘Modifiche al codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione’.

“Inoltre, – ha sottolineato Segoni – se si vuole combattere la corruzione, esistono mezzi molto più efficaci, come l’agente provocatore. Peccato però che questo Parlamento si sia sempre opposto all’adozione di tale istituto, forse perché si preferisce mettere alla gogna chi è stato tanto bischero da essere preso con le mani nel sacco per lasciare liberi di rubare tutti gli altri”.

“Con questo modo di legiferare – ha concluso l’esponente di Alternativa Libera – non si va da nessuna parte: si anticipa l’esecuzione della pena a prima della condanna, ma non si cerca di prevenire la commissione dei reati. E questo dovrebbe essere lo scopo principale della legislazione penale e un presidio indefettibile di civiltà”.

Condividi

Aggiungi un commento