DL Fisco, Artini: Fondazione privata per la cyber-security? Il Governo ha bisogno di una poltrona per qualcuno  

“Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Il Governo vuole a tutti i costi mettere in piedi una fondazione di diritto privato sotto il controllo dei servizi segreti a cui demandare il controllo della cyber-security. Non si spiega altrimenti questo tentativo di introdurre con un emendamento al decreto fiscale la previsione che era contenuta nell’articolo 35 della legge di Bilancio e che nemmeno due settimane fa era stata stralciata.

Dopo aver fatto uscire dalla porta una norma insensata e pericolosa, ora si cerca di farla rientrare dalla finestra fingendo di ignorare che si tratta di una previsione assolutamente fuori luogo che comporta l’aggiramento di qualsiasi forma di trasparenza e di verifica parlamentare.

Se con il primo tentativo era nato il sospetto che fossimo davanti a una mossa per evitare, in extremis, la nascita di un’Agenzia Nazionale per la cyber-security, ora, con la riproposizione di questa norma, è palese che si sta cercando di anticipare il lavoro che proprio in questi giorni la Camera sta portando a termine sulla legge per la governance della sicurezza cibernetica.

Probabilmente c’è la necessità, oltre che la volontà, di far accomodare sulle poltrone di vertice della fondazione personaggi che hanno grossi interessi nel settore e aspirazioni che finora sono rimaste frustrate”.

Lo afferma il deputato di Alternativa Libera e vice presidente della Commissione Difesa della Camera, Massimo Artini, commentando la presentazione dell’emendamento 7.0.1100 presentato oggi dal Governo al decreto fiscale in discussione al Senato.

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