Attoniti

Siamo rimasti in silenzio, dal 4 di marzo ad oggi, in attesa di un sussulto che generasse stupore per la oggettiva qualità della scelta da parte delle forze politiche che hanno vinto le elezioni politiche: Centro-Destra (Lega azionista di maggioranza) e Movimento 5 Stelle.

In queste settimane abbiamo visto l’inconsistenza politica di queste due realtà, entrambe incapaci di comprendere la situazione venutasi a creare a seguito del risultato basato sull’impianto proporzionale della legge elettorale. Oltre due mesi di strascico di campagna elettorale, un poker sulle spalle degli italiani, al quale, necessariamente ha dovuto dare uno stop il Presidente della Repubblica, semplicemente chiedendo di scoprire le carte, di smascherare il bluff del “si torna al voto a luglio“. Entrambe le forze politiche, dopo la dichiarazione del Presidente (che accelerava il ritorno al voto) hanno trovato immediatamente la quadra, almeno nella volontà di non tornare al voto. Cinicamente è impossibile per tutte le forze politiche il ritorno immediato al voto: troppi soldi da spendere in campagna elettorale, nessuna certezza di risultati analoghi al 4 marzo 2018. E come nel passato, vale il motto: il parlamentare non si suicida; i molti che per la prima volta hanno visto accreditarsi lo stipendio parlamentare hanno avuto un sussulto, durante la dichiarazione del Presidente della Repubblica. Altri rientrati in Parlamento per il rotto della cuffia, hanno avuto il medesimo colpo al cuore.

Magnanimamente i due leader Salvini e Di Maio, al fine di evitare il collasso cardiaco di molti neo eletti, hanno deciso di proseguire nel percorso che dall’inizio avevano strutturato. La domanda che sorge spontanea, e che continua a non generare gioia, ma ribrezzo in noi di Alternativa Libera, è la seguente: cosa avete garantito a Silvio Berlusconi?

Se le garanzie sono le medesime che potevano essere offerte al 4 di marzo, perché non è stato avviato immediatamente un governo? Forse, perché oggi l’asticella contro le richieste di Berlusconi, in particolare da parte di Luigi Di Maio e di figure come Rocco Casalino, si è abbassata talmente tanto che non sentiamo più parlare di temi come legalità, corruzione, conflitto di interessi, media (se non per distruggere ancora di più il servizio pubblico).

Per cui, a cosa è servito il Movimento 5 Stelle se alla fine, come il PD (Margherita e DS come antesignani) hanno dovuto accordarsi con Berlusconi per prendere il potere?

Su che basi nasce questo governo? Per garantire ad un gruppo di potere il mantenimento di quel potere enorme che tratta il controllo dei media in Italia. A giudicare da come il Movimento 5 Stelle ha sfruttato in questi anni (sotto la guida di Rocco Casalino, mio dio, nda) i media, c’è solo da preoccuparsi per il decadimento culturale ulteriore che avremo di qui ai prossimi 5-10 anni.

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