Bechis, Baldassarre e Molinari: “Questa è la buona scuola che noi vogliamo”

ITAEleonora Bechis, Marco Baldassarre e Francesco Molinari, insieme ad altri deputati, hanno visitato l’I.T.A “Giuseppe Garibaldi“, in provincia di Roma. Una struttura che ospita un agriturismo nato da una cooperativa sociale dedicato al diritto al lavoro delle persone affette da autismo.

Una visita che ha assunto importanza anche alla luce del recente provvedimento di riforma della scuola e del provvedimento in discussione presso la Commissione Affari Sociali proprio sull’autismo. Un testo che soprattutto nella parte del ‘dopo scuola’ non è sufficiente e, dunque, lavoreremo per migliorarlo nell’interesse dei ragazzi.

La storia della cooperativa merita di essere raccontata. Un genitore, un giorno, iscrive la figlia all’istituto agrario: una ragazza autistica grave. La ragazza non si presenta a scuola per diverso tempo, così il direttore dell’istituto contatta il genitore per capire quale fosse il problema. Da quel giorno nasce un sogno. Il direttore Sapia si prende in carico il progetto di questo gruppo di genitori con figli affetti da autismo.

È stata dura la battaglia contro la burocrazia, ma genitori e ragazzi hanno rimesso a posto i locali di un vecchio immobile sui terreni dell’istituto, utilizzando il 5×1000, e lo hanno trasformato in un agriturismo. Questa struttura, oggi, ospita famiglie con figli affetti da autismo in visita a Roma. I ragazzi si prendono cura di un piccolo pollaio e di un pezzo di terreno dove coltivano prodotti utilizzati nello stesso agriturismo.

Hanno poi ideato “Adotta un ragazzo autistico”, progetto che consiste nel dare la possibilità agli abitanti del quartiere di avere il proprio pezzettino di terra da coltivare insieme ad uno dei ragazzi della comunità, regalandosi a vicenda un valore aggiunto inestimabile.

In questa realtà l’articolo 3 della Costituzione, sull’uguaglianza economico-sociale, viene pienamente realizzato. Fortunatamente esistono persone che non si stancano mai di lottare ed incontrarle, per noi, è stato un motivo di orgoglio e di felicità.

Questi genitori, questo preside, questi ragazzi ci hanno ricordato che devono sempre “nascere due volte” come diceva il titolo di un bellissimo libro di Giuseppe Pontiggia, in cui infatti era scritto: “Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi”.

Anzi da noi tutti.

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