Eleonora Bechis: La semplice vita di una donna di tutti i giorni

Valeria Piattelli scrive in un suo articolo su La Repubblica: “Adesso le donne sono cittadine di serie A, al pari degli uomini. Esse sono padrone di se stesse e godono dell’eguaglianza giuridica e di tutti gli stessi diritti degli uomini. Possono accedere a tutte le professioni e a tutti gli uffici (tranne che nel clero e nell’esercito, per ora)”.

Durante la settimana mi alzo tutte le mattine alle 7:00, do la sveglia ai miei figli, preparo la colazione, accompagno la piccola a scuola e vado al lavoro. Generalmente rientro alle 9:00 di sera, preparo cena qualche volta, metto a posto la cucina, metto a letto i ragazzi e se ho del lavoro da preparare per il giorno seguente, inevitabilmente la mia giornata si conclude verso le 2:00 di notte.

Capita sovente che, per lavoro, sia costretta a stare fuori anche per la cena o addirittura alcuni giorni. Quando gli appuntamenti non sono troppo impegnativi porto con me ragazzi, altrimenti restano a casa col mio compagno di vita, che si organizza nel suo lavoro, nelle incombenze di casa e nell’accudire la più piccola (il ragazzo ormai è autosufficiente). I fine settimana sono particolari, quando ho la fortuna di restare a casa mi aspettano le pulizie (quelle grosse!), lavare, stirare e fare i compiti, altrimenti sono fuori per lavoro, e questo capita abbastanza spesso.

Nonostante cerchi di “incastrare” gli appuntamenti di lavoro con gli impegni familiari, sovente capita che si accavallino e non dimentichiamo che alla routine bisogna che metta in conto anche i colloqui con maestre e professori, le recite di fine anno a Natale e a fine scuola, l’influenza annuale e tutti gli imprevisti che i genitori conoscono bene.

Questa è la semplice vita di una Parlamentare della Repubblica.

Quindi sono una donna di serie A? Secondo me sono semplicemente una donna che tutti i giorni deve conciliare casa e lavoro, ma sono fortunata perché non sono da sola.

Nel nostro Paese però non sono in tante ad essere fortunate come me, lo dimostra il forte calo demografico del 2016, il secondo di sempre!

E non è vero che è perché le donne non vogliono fare figli! Oggi il contesto lavorativo è lento, il primo lavoro arriva nella media a 31 anni e soprattutto è precario, non ci sono aiuti. E si sa, dove ci sono aiuti che funzionano le donne che hanno figli lavorano!

Perché se una donna ha figli diventa poi difficile rientrare nel mercato del lavoro e in una società in cui mancano misure che favoriscano il mantenimento di un posto di lavoro con uno stipendio in grado di sostenere tutte le spese che una persona e una famiglia devono affrontare è una forte penalità. Oggi avere figli è un lusso… per alcuni è persino un rischio… quasi uno sport “estremo”!

Gli ultimi settanta anni hanno segnato un grande cambiamento per le donne, è vero, almeno 10 leggi ci hanno cambiato la vita:
1- suffragio universale
2- divieto di licenziamento per matrimonio o maternità
3- accesso alle donne alle professioni pubbliche (magistratura, corpo di polizia, forze armate)
4- divorzio
5- riforma del diritto di famiglia (coniugi uguali davanti alla legge, comunione dei beni, figli nati fuori dal matrimonio hanno gli stessi diritti, tradimento può essere causa legittima di separazione)
6- legge 194: aborto
7- illegalità del delitto d’onore e del matrimonio riparatore
8- pari opportunità
9- quote rosa nelle aziende
10- violenza contro le donne

Passi, senza dubbio alcuno, molto importanti sulla strada della parità di genere.

Passi compiuti in una società in cui la sensibilità dell’individuo è mutata profondamente, non senza qualche evidente distorsione.

Questo ha generato una forte crisi di identità dei sessi, che è diventata più uno scambio delle parti che una collaborazione, o meglio “armonizzazione”. Ne è risultata una grande confusionenei rapporti umani in genere, e in quelli di coppia in particolare.

Papa Francesco nell’omelia di Pentecoste ce lo spiega molto bene: “Ci sono due tentazioni ricorrenti: quella di cercare la diversità senza l’unità, quando ci si vuole distinguere su posizioni escludenti, quando ci si chiude nei propri particolarismi, magari ritenendosi migliori o quelli che hanno sempre ragione. Allora si sceglie una parte, non il tutto, si diventa “tifosi” anziché fratelli e sorelle nello stesso Spirito… quella di cercare l’unità senza la diversità, in questo modo l’unità diventa uniformità, obbligo di fare tutto insieme e tutto uguale, di pensare tutti allo stesso modo. Così finisce per essere omologazione e non c’è più libertà…”

Ecco, Parità di Genere non vuol dire questo. Non è scegliere una di queste tentazioni di cui ci parla il Santo Padre. Bensì il contrario.

Parità di Genere vuol dire esattamente che Donna e Uomo convivono alla pari e nella diversità riescono a darsi aiuto reciproco. La parità è un “luogo” nel quale, attraverso il confronto, la comprensione e il rispetto di quella diversità possono crescere entrambi.

Laddove esiste la prevaricazione di un sesso sull’altro non può che esserci conflitto o appiattimento!

Eleonora Bechis

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