Corte dei Conti, Alternativa Libera: “La riforma della giustizia contabile voluta da Renzi rallenterà i processi”

Corte dei ContiUn regalo alle banche con i soldi degli italiani, rallentando, se non intralciando, il controllo della Corte dei Conti, la magistratura incaricata di tutelare i “nostri” soldi contro sprechi o frodi nella pubblica amministrazione. È questo, in buona sostanza, il piano del governo Renzi denunciato da Alternativa Libera.

Nonostante siano in aumento i casi di danno erariale, il premier pensa bene di proporre una riforma della giustizia contabile che rischia di mettere in ginocchio il principale organo deputato al controllo della finanza pubblica: la Corte dei Conti.

Sono due gli aspetti controversi contenuti nel decreto legge presentato all’esame congiunto delle commissioni di Affari Costituzionali, Bilancio e Giustizia. L’Associazione Nazionale dei Magistrati della Corte dei Conti ha già preparato delle modifiche da effettuare al testo che, in alcuni parti, denuncia “non coerente” con l’obiettivo di migliorare il processo contabile e le funzioni della Corte.

Il primo aspetto riguarda quel che è previsto nell’articolo 5. Qui viene stabilito che il pubblico ministero dovrà dare la motivazione dell’atto istruttorio: a chi gli contesta l’introduzione di un simile modus operandi, il governo si trincera dietro il paravento dell’incremento dei diritti di difesa. Il giudice, stando al testo, dovrà sempre giustificare all’amministrazione su cui indaga, la richiesta di documenti finalizzati all’indagine.

Peccato che, così facendo, si provochi un inevitabile rallentamento, se non addirittura la paralisi dell’intero sistema, e si favorisca la prescrizione degli amministratori che si rendono protagonisti di frodi ed illeciti ai danni delle casse dello Stato.

È da sottolineare come uno dei fiori all’occhiello della Corte dei Conti sia proprio la sua efficiente organizzazione, grazie alla sua natura snella: la sentenza arriva dopo un solo grado di giudizio. Il testo di questo decreto andrebbe a comprometterne il regolare funzionamento e graverebbe ancor di più sulle tasche dei cittadini, i quali dovrebbero “fare i conti” con processi più lenti e più dispendiosi.

L’articolo 81, invece, è finito sotto la lente d’ingrandimento di Alternativa Libera, la quale denuncia con forza come questa norma sia un vero e proprio regalo alle banche e ne propone la cancellazione. Essa, infatti, consente agli amministratori di società pubbliche condannati per danno erariale, di poter presentare una fideiussione o una cauzione in denaro, in luogo del sequestro dei propri beni.

In questo modo, il governo agevolerebbe sia gli amministratori protagonisti di illeciti ai danni dello Stato che non vedrebbero intaccato il proprio patrimonio – visto che durante il periodo di validità della fideiussione possono vendere il bene, evitandone il sequestro una volta che questa va in scadenza – sia le banche, le quali potrebbero rivendere fideiussioni agli stessi condannati.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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