Vittime Salva Banche, il decreto degli arbitrati per i rimborsi al via. Non considera i rilievi del Consiglio di Stato

I risparmiatori truffati da Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara iniziano a vedere la luce in fondo al tunnel ma il governo ha ridotto i soldi destinati a loro scaricando i costi per il funzionamento dei collegi arbitrali sul Fondo di Solidarietà.

La buona notizia è rappresentata dall’emanazione, dopo oltre un anno di attesa, del parere favorevole da parte della commissione Finanze della Camera dei Deputati circa il decreto sugli arbitrati. Il testo è stato licenziato con una condizione ed alcune osservazioni.

Quel che fa storcere il naso agli obbligazionisti è il fatto che l’esecutivo non abbia tenuto conto dei rilievi del Consiglio di Stato, lasciando ancora in piedi diverse iniquità prodotte dal decreto e che, a suo tempo, Alternativa Libera aveva già segnalato.

Anche questa volta, Il Fatto Quotidiano ha dedicato un nuovo approfondimento sul proprio sito web.

La più lampante delle “storture” è rappresentata dal meccanismo che fa ricadere proprio i costi degli arbitrati sul fondo di solidarietà. Dunque, il monte per i risarcimenti verrà gravato di un ulteriore costo che ne diminuirà le risorse.

“I parlamentari del PD pensano solo alle loro faide interne e avallano la decisione del governo di ridurre i fondi destinati al risarcimento degli obbligazionisti truffati dalle banche” è stata la dichiarazione dei deputati di Alternativa Libera che, al termine della votazione in commissione, hanno nuovamente denunciato la paradossale situazione nella quale si verranno a trovare gli obbligazionisti.

Una piccola consolazione giunge dal contenuto della condizione prodotto dalla commissione Finanze. Infatti, essa raccoglie una delle richieste avanzate dall’associazione “Vittime del Salva Banche”: sarà estesa la possibilità di accedere alla procedura arbitrale anche a coloro che hanno acquistato le obbligazioni subordinate “da intermediari diversi dalla banca emittente, fermo restando l’accertamento della responsabilità per violazione degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza e trasparenza” previsti dal Testo Unico.

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