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DEF, Barbanti al Governo: “Comunicazione sulla pressione fiscale non veritiera”

FiscoSi comunica il calo della pressione fiscale ricorrendo all’escamotage di prospettare, prima del DEF (Documento di Economia e Finanza), un aumento delle tasse, per poi non darvi attuazione. Di fatto inducendo in errore il cittadino e pubblicizzando una riduzione della pressione fiscale che in realtà non vi sarà”.
Lo sostiene Sebastiano Barbanti, deputato di Alternativa Libera, in un’interpellanza urgente al ministero dell’Economia.
Secondo Barbanti, infatti: “Il Governo,  pur dopo aver disinnescato le cosiddette clausole di salvaguardia, continuerà a far lievitare la pressione fiscale: quella attuale al 43,5% aumenterà al 44,1% nel biennio  2016 -2017 e si ridurrà solo al 43,7% nel 2019”.
Barbanti aggiunge: “Sarebbe opportuna una comunicazione più veritiera, anche perché gli stessi tagli previsti rischiano di aggravare una pressione fiscale ‘indiretta’, in particolare al Sud. Il Governo prevede un taglio della spesa pubblica del 6,2% al Sud, cioè il doppio rispetto al Nord, con un effetto depressivo sull’economia del Mezzogiorno e un ampliamento dei divari regionali.
Sono gli effetti di una spending-review poco definita e realizzata, che non si è tradotta nel taglio degli effettivi sprechi bensì in quello degli investimenti e degli incentivi alle imprese, mentre servirebbe trasformare gli sprechi in spesa produttiva per i servizi pubblici, carenti nelle aree svantaggiate del Paese.
Esiste una questione meridionale, ma le possibili soluzioni sono assenti nelle linee guida di tutti i documenti economici del Governo, sia in ambito nazionale che europeo. Serve una cabina di regia che ponga un focus sullo sviluppo del Sud e ci auguriamo che il Governo, anche grazie al Parlamento, possa lavorare subito in questa direzione”.
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