Le denunce di Alternativa Libera sulle gare Consip truccate entrano nell’annuario dell’Anticorruzione

La battaglia di Alternativa Libera sullo scandalo delle proroghe degli appalti truccati per la pulizia delle scuole, affidati con le gare CONSIP è approdata nella Relazione annuale 2016 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Sono due anni che in beata solitudine denunciamo all’intero Parlamento e alla magistratura l’illegittimità delle proroghe dei contratti, già scaduti, per la pulizia delle scuole, assegnati con gare CONSIP, giudicate truccate dall’Antitrust, e che il Governo ha inserito in svariate leggi (107/2015, 210/2015, 42/2016, 89/2016 e la 232/2016 cioè la legge di Bilancio del 2017). L’approvazione di questi provvedimenti ha consentito il perpetuarsi di una pratica scorretta, anticoncorrenziale e di uno spreco enorme di denaro pubblico.

A luglio del 2015 in sede di approvazione della legge sulla Buona Scuola, nell’aula di Montecitorio spiegammo come il governo stesse violando le norme contenute nel codice degli appalti, prorogando fino a luglio 2016 le gare per la pulizia delle scuole nelle regioni dove non c’erano le convenzioni CONSIP o dove erano state sospese. Raccontammo come in quel provvedimento si stabiliva che, in quelle regioni, il prezzo per il servizio fosse lo stesso di quello pagato nelle regioni vicine dove erano attive le convenzioni CONSIP.

Prendere tali prezzi come termine di riferimento era una scelta assurda visto che alcune delle imprese che si erano aggiudicate le gare CONSIP erano sotto inchiesta da parte dell’Antitrust per aver truccato le gare.

Il Parlamento se ne è allegramente infischiato delle nostre segnalazioni e nel frattempo l’Antitrust ha condannato le imprese sotto inchiesta (tra cui ne spiccava una finita nelle indagini su Mafia Capitale) al pagamento di una multa da 110 milioni di euro per un’intesa restrittiva della concorrenza nella gara per la pulizia della scuole.

Abbiamo scritto all’ANAC sollecitandone l’intervento per bloccare questo scempio.

L’Authority presieduta da Raffaele Cantone ha segnalato al Parlamento (delibera 376 del 2 marzo 2016) la gravità di tali proroghe e i danni che queste leggi producono al tessuto imprenditoriale onesto, che si è visto sottrarre commesse pubbliche per un valore di circa 1,6 miliardi. L’ANAC ha chiesto dunque alle Camere di mettere fine al sistema delle proroghe nel settore della pulizia delle scuole.

Per tutto questo tempo noi abbiamo chiesto l’annullamento di tali contratti e l’indizione di nuove gare, ma tutti i politici di maggioranza a cui abbiamo segnalato il problema, a cominciare dagli allora sottosegretari Maria Teresa Amici, Paola De Micheli e Davide Faraone, non hanno mai fatto nulla in tal senso.

CONSIP è diventata una parola improvvisamente nota al grande pubblico quando le indagini delle Procure di Roma e Napoli sulla Centrale Unica di Committenza per gli acquisti delle Pubbliche Amministrazioni hanno coinvolto il ministro Luca Lotti e il padre dell’ex premier Matteo Renzi.

Il clamore ha portato alla discussione in Senato delle mozioni di sfiducia al ministro Lotti, con l’intera classe politica che ha strumentalizzato la vicenda al solo fine di fare guerra agli avversari, e allo stesso tempo ha dimostrato tutta la propria superficialità trascurando il fatto che proprio il Senato stava per varare, in quegli stessi giorni, l’ennesima proroga illegittima, la quinta, di quegli appalti per le pulizie nelle scuole, attraverso la conversione in legge della Manovrina lo scorso 15 giugno.

Ieri, 6 luglio, Cantone ha presentato a Montecitorio, davanti al Presidente della Repubblica, il Rapporto annuale dell’attività dell’ANAC e ha toccato la questione degli appalti CONSIP per la pulizia delle scuole nel corso del suo intervento, ricordando al Governo e al Parlamento la segnalazione inviata nel marzo dello scorso anno dall’Autorità per porre fine al regime delle proroghe ex lege.

La vicenda di questi appalti riguarda la vita di tredicimila famiglie, persone, che potrebbero essere assunte direttamente dagli istituti scolastici per svolgere lo stesso lavoro e che invece sono tenute annualmente in ostaggio da questo sistema malato delle proroghe. Di questo però, tranne noi di Alternativa Libera, nessuno sembra preoccuparsene.

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