Discarica di Celico, Barbanti: “Meglio un ministero in malafede o sprovveduto?”

Celico“Abbiamo appreso che il Ministero dell’Ambiente, che ha il dovere di richiedere e ricevere informazioni dalle amministrazioni regionali quando vengono derogate le norme sulla discariche, non riesce nel proprio intento con grave danno per i cittadini e con una palese violazione della Costituzione”.

È quanto afferma in una nota Sebastiano Barbanti, deputato di Alternativa Libera, a seguito del question-time in commissione, rivolto al dicastero dell’Ambiente circa le scelte della Regione Calabria per la gestione dei rifiuti indifferenziati.

“Mi auguro che la vicenda da me sollevata in Commissione riguardante la Calabria, non riguardi tutte le altre regioni e credo che alla luce di questa “scoperta” si possa meglio comprendere come siano potuti accadere i fatti notissimi di Malagrotta a Roma e della terra dei fuochi a Caserta”.

“Siamo al paradosso – continua Barbanti – di dover scegliere tra un ministero in malafede, perché fa danni calcolati, invece di uno sprovveduto che fa danni ovunque. Abbiamo infatti chiesto al Ministero dell’Ambiente i motivi per cui hanno concesso all’attuale amministrazione regionale un’ulteriore proroga, la quinta per l’esattezza, al conferimento dei rifiuti indifferenziati anche in discariche private.

Ci è stato risposto, dal Ministero, che tale appunto è stato prontamente comunicato dopo l’ordinanza numero 53 dello scorso 13 maggio 2015 al presidente della Regione, Mario Oliverio e, a tale atto, non è giunta, per loro stessa ammissione, risposta alcuna.

Ritengono forse il Governo e il Ministero dell’Ambiente che basti una non-risposta ad una questione così grave, delicata e che, in una terra come la nostra nasconde interessi tanto oscuri? Stiano certi i nostri governanti che, a breve, torneremo a porgli lo stesso quesito ma, stavolta, pretenderemo delle risposte nella speranza che siano rivelatrici del ruolo che compete ad un Governo e ad un Ministero.

Un ruolo che si faccia rispettare anche in terra di Calabria e che sia, dunque, degno del rispetto degli italiani e soprattutto di quelli che vivono in questi territori spesso ignorati dalle agende nazionali. Dunque, è inaccettabile anche solo ipotizzare ulteriori deroghe, vieppiù se consumate all’ombra e nell’interesse di una o più scuderie di partito. D’altra parte ci sembra chiaro che anche il Ministero si sia accorto della palese violazione della Regione Calabria, così come ammesso nello stesso documento di risposta alla nostra interrogazione.

A questo punto – conclude Barbanti – ci chiediamo cosa aspettarci per il futuro, sopratutto immediato, delle popolazioni colpite da tale scellerata gestione dei rifiuti. Cosa direte ai cittadini di Celico, per esempio, comune cosentino alle pendici della Sila, su cui grava una discarica gestita dai Vrenna? Come vi comporterete durante la prossima Conferenza Stato-Regioni allorché il presidente Oliverio dovesse ripetere lo stesso silenzio palesato in questa circostanza? Sarete in grado di far valere i poteri governativi o sarete complici di quel silenzio?”

Condividi

Aggiungi un commento