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Dopo le banche, espropri facili per tutti senza passare dal giudice

Un qualsiasi creditore, sia esso una banca o uno strozzino, potrà pignorare subito, e senza passare dal giudice, i beni dati in garanzia da un’impresa in caso di mancato pagamento del debito entro il termine stabilito. Anche se il bene vale di più della somma dovuta.

È quanto prevede l’articolo 11 del disegno di legge delega della riforma delle crisi di impresa. Il provvedimento, già approvato dalla Camera a inizio febbraio e ora al vaglio della commissione Giustizia del Senato, introduce una norma simile a quella che l’anno scorso fu inserita nel decreto mutui e che consentiva alle banche di appropriarsi della casa di chi era in ritardo con il pagamento delle rate del mutuo. Si trattava di una deroga al divieto del patto commissorio, contenuto nell’articolo 2744 del Codice Civile.

Lo scorso anno Alternativa Libera denunciò prima di altre formazioni politiche questo tentativo di favorire le banche a discapito delle persone in difficoltà economica. L’ondata emotiva suscitata dal decreto mutui costrinse il governo Renzi a correggere il tiro, aumentando la soglia di inadempienza del mutuatario da sette a diciotto rate non pagate e stabilendo che la deroga non avesse valore retroattivo e non potesse essere utilizzata per riscrivere i contratti in essere.

Ora il governo Gentiloni, con una specifica previsione contenuta tra i criteri della legge delega di riforma delle crisi di impresa, introduce una esplicita deroga al patto commissorio. Alternativa Libera, come raccontato dagli articoli de Il Fatto Quotidiano e de Il Giornale, ha tentato di porre un freno all’iniziativa del governo presentando un ordine del giorno che impegnava l’esecutivo “a prevedere, anche in successivi interventi normativi, che la deroga di cui in premessa non si applichi ai beni immobili e non abbia effetto retroattivo” e “a prevedere, anche in successivi interventi normativi, che il valore dei beni oggetto dell’escussione stragiudiziale sia accertato giudizialmente”. Il governo ci ha proposto una riformulazione inaccettabile e l’ordine del giorno, ovviamente, è stato bocciato.

Il governo, invece di far funzionare a dovere i tribunali, elimina le garanzie offerte dalla magistratura a tutela dei debitori con difficoltà economiche. È uno scempio che Alternativa Libera proverà a fermare con tutte le sue forze.

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