Il rilancio dell’economia agraria passa anche dalla coltivazione della canapa

Alternativa Libera ha avviato un dialogo costruttivo con l’associazione Canapa e Filiera sulle opportunità di promozione della coltivazione della canapa in Italia, come volano di rilancio dell’economia agraria, e non solo, del nostro Paese.

È ferma convinzione di Alternativa Libera che lo sviluppo dell’intera filiera della canapa possa generare concrete possibilità di rilancio dell’agricoltura nazionale con benefiche ricadute occupazionali, soprattutto per i giovani, in molte aree del nostro Paese, specialmente quelle del Mezzogiorno, che attualmente risultano economicamente depresse.

La coltivazione della canapa può essere concepita come risorsa rinnovabile per un’agricoltura naturale ed innovativa perché fornisce un aiuto efficace al contrasto dell’inquinamento ambientale, riduce i costi energetici e difende la biodiversità. In più è una occasione di sviluppo per le imprese di altri settori.

La canapa, infatti, è una materia prima estremamente versatile è può essere utilizzata in molteplici campi, dalle fibre alla carta; dai biocarburanti all’edilizia; dalla pacciamatura alle materie plastiche, dal cordame all’alimentazione zootecnica fino alle bonifiche. Senza dimenticare gli usi farmaceutici, cosmetici, alimentari e terapeutici.

Nell’incontro con il presidente dell’associazione “Canapa e Filiera”, il dottor Antonino Chiaramonte, da anni impegnato nell’opera di promozione e attivazione di filiere nel rispetto dei territori e delle tipicità che li identificano, e il segretario, Carmela Servino, sono stati messi a fuoco alcuni aspetti che rappresentano priorità per il rilancio del settore, che a sua volta è un punto importante del programma politico di Alternativa Libera:

  • spingere per l’innalzamento del limite di THC consentito dall’Unione Europea per la produzione di canapa industriale e alimentare. La concentrazione di tetraidrocannabinolo, l’agente psicotropo della cannabis, ma anche la sostanza che rende la pianta più resistente agli attacchi di insetti e microrganismi, dipende dalle condizioni climatiche in cui viene fatta crescere la pianta, soprattutto dalla sua esposizione alla luce. Il clima e il livello di insolazione in Italia fanno salire il livello di THC e questo mette fuori gioco sul mercato europeo la nostra canapa;
  • destinare opportuni fondi per creare una vera e propria filiera (in particolare per la coltivazione,  il ritiro e la trasformazione in loco);
  • favorire in particolare sinergie tra la coltivazione della canapa ed il recupero dei grani antichi;
  • eliminare disposizioni che di fatto impongono l’importazione e ostacolano la produzione interna, sia di semi che di prodotti semilavorati e prodotti finiti;
  • perseguire l’obiettivo di diventare completamente autonomi attraverso la produzione di semi italiani;
  • rendere più facile e snella la possibilità di avviare colture sperimentali e aumentare i poli sementieri;
  • promuovere la realizzazione di impianti di trasformazione con l’obiettivo di arrivare ad averne uno per regione entro dieci anni;
  • creare percorsi divulgativi e informativi, che siano anche di sostegno all’attività agricola.​
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