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Effetto CONSIP a catena sugli appalti di Stato. Adesso le COOP rosse hanno paura di perdere la torta

Adesso in molti parlano di effetto CONSIP. E tra i gruppi che tremano di più ci sono alcuni big delle COOP rosse, che temono di essere estromessi dal ricco piatto dei bandi gestiti dalla centrale acquisti controllata dal Tesoro.

La verità è che a scatenare appetiti non è solo il super appalto per il facility management da 2,7 miliardi di euro, quello che ha messo a soqquadro parte del giglio magico. C’è un’altra commessa finita nel mirino, in questo caso dell’Antitrust, le cui ripercussioni sono tutt’ora imprevedibili.

Parliamo della pulizia delle scuole italiane, valore totale 1,6 miliardi di euro. La storia è molto semplice. Assegnato nel 2013, l’appalto aveva visto aggiudicati otto lotti su tredici a un raggruppamento con a capo CNS, uno dei consorzi più potenti della Legacoop, e a Menutencoop, altro colosso della COOP rossa.

L’Antitrust, però, nel 2015 ha ravvisato un’intesa restrittiva della concorrenza tra le due realtà, entrambe sanzionate. Il tutto con il suggello prima del TAR, e poi del Consiglio di Stato. Ma qui viene il bello. Proprio in base a queste sanzioni, infatti, la CONSIP nei mesi scorsi ha risolto le convenzioni con CNS e Menutencoop.

Tutto questo, come ricorda La Notizia, è avvenuto in seguito all’iniziativa dei parlamentari di Alternativa Libera, che hanno iniziato nell’estate del 2015 la propria battaglia contro le proroghe degli affidamenti delle pulizie delle scuole, ottenuti con gare CONSIP truccate.

Dopo le sanzioni a queste aziende l’Anticorruzione è scesa in campo, attivata da una richiesta del ministero dell’istruzione, e ha deliberato che la risoluzione della convenzione CONSIP in relazione ai lotti assegnati ai due colossi di Legacoop “produce effetti anche rispetto agli atti contrattuali attuativi”. Insomma, uno stop totale. Ma adesso i tecnici dell’Authority guidata da Raffaele Cantone sono chiamati a prendere posizione su una questione molto più delicata.

In tempi più recenti, infatti, la CONSIP ha chiesto un parere all’ANAC, per capire come deve comportarsi in futuro con gli stessi gruppi. A quanto pare, infatti, aver violato le regole una volta può impedire alle due affiliate di Legacoop la partecipazione a una corposa fetta di bandi futuri lanciati dalla centrale unica appaltante.

E che cosa ha risposto l’Anticorruzione? “Per adesso niente”, secondo quanto riferiscono dalla società controllata dal Tesoro. Per questo la fibrillazione è altissima.

Anche perché, come emerso dalle intercettazioni dell’inchiesta CONSIP, a dicembre 2016 ci sarebbe stato un incontro tra Luigi Marroni, amministratore delegato CONSIP, Alberto Bianchi, tesoriere della fondazione Open, pilastro del giglio magico, nonché avvocato della società pubblica, e Marco Canale, presidente Manutencoop. Oggetto della discussione, naturalmente, il futuro della stessa Manutencoop e di CNS dopo le sanzioni incassate dall’Antitrust e la conseguente risoluzione della convenzioni legate all’appalto per la pulizia delle scuole. E adesso le due COOP promettono battaglia nel caso in cui dovessero venire estromesse da nuove gare.

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