Elezioni Amministrative 2017: l’analisi del giorno dopo di Massimo Artini

Il dato più rilevante delle elezioni amministrative del 2017 è l’astensionismo, che con una quota pari al 40% dà la misura della disaffezione dei cittadini nei confronti della politica locale.

Il nuovo, rappresentato da Renzi e dal Movimento 5 Stelle, sembra aver esaurito il suo appeal sugli italiani chiamati a scegliere i propri rappresentanti nei Comuni. A beneficiare del caos che si è abbattuto sul PD e sul partito di Beppe Grillo è il centrodestra, il quale, grazie a un lungo periodo di semi-inabissamento mediatico, è tornato ad essere una valida scelta per gli elettori.

Per quanto ci riguarda, come Alternativa Libera, il nostro risultato ci deve insegnare due cose: se corriamo da soli, non riusciamo ad essere competitivi; mentre quando appoggiamo qualcuno il risultato può anche stupire.

Infatti, i risultati dei candidati che abbiamo supportato durante questa campagna elettorale sono stati buoni. Basti vedere le performance di Verona, Parma, Pistoia, Genova, Taranto, Comacchio (provincia di Ferrara), Luni (provincia di La Spezia).

Questo ci deve far ragionare su come affrontare, fin da subito, le prossime elezioni amministrative e politiche: sarà in queste due occasioni che vorremmo presentarci ripartendo dai problemi dei territori.

Servono risposte concrete, bisogna preparare meglio i candidati e coinvolgere di più i cittadini. Ritengo che gli italiani abbiano la necessità di persone che parlino senza urlare, che non si limitino alla denuncia, ma che si facciano portatori di una progettualità diversa per il proprio territorio, che sappiano usare al meglio le risorse che saranno chiamati ad amministrare. In poche parole, servono candidati che siano in sintonia con i cittadini e questo si fa con il dialogo.

Anche perché chi non ha agito così, e parlo in questo caso del MoVimento 5 Stelle, ha perso drasticamente consensi: siamo passati dal 29% dei sondaggi al 12% reale (con percentuali del 2% – 4% in realtà come Parma).

L’aver abbandonato i territori, lavorando solo su temi nazionali, senza prestare attenzione alle peculiarità locali e senza preoccuparsi di scegliere una classe dirigente competente, ha svelato i limiti di un progetto verticistico e per nulla partecipato.

Quali considerazioni fare, allora? Sicuramente, c’è da rendere consapevoli gli italiani che non votano che può esserci un percorso virtuoso e diverso, come quello del 2013 fatto dal M5S, che ha “mosso” le persone, risvegliandole.

Questo può essere fatto solo con il continuo contatto con il territorio, che realizzi un progetto di Italia innovativa e che sappia rispondere ai problemi delle persone. Solo con questa presenza, non televisiva, ma vera, nelle strade, si può tornare vicini alle persone.

È questo che dobbiamo fare, con la determinazione di sempre, ma consci dei nostri errori.

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