Falcone e la lotta alla mafia

“Ero giovane quando fui destinato al dispositivo di sicurezza del Giudice Giovanni Falcone, era durante il maxi processo di Palermo, operazione che portò a 360 condanne, il popolo Italiano inneggiava al suo eroe, Falcone era il simbolo del riscatto della legalità, apparentemente un colpo durissimo inferto alla mafia…

Apparentemente! Perché a dispetto di questo grande successo e dell’euforia da esso portata la mafia era ben lontana dall’essere sconfitta.

Già durante il processo il Giudice Falcone non appariva ottimista, il suo sguardo, fugaci esternazioni a cui a volte si abbandonava, denunciavano il suo sconforto, la consapevolezza di lottare contro un nemico troppo forte, questo l’ho capito dopo in età matura, allora anche ai miei occhi Giovanni Falcone era un eroe, un esempio di rettitudine e fierezza, il paladino da seguire, ma lui sapeva, sapeva di essere solo (affiancato da un pugno di collaboratori) a condurre questa battaglia.

Infatti poco dopo la conclusione del maxi processo, con la nomina di Meli a capo del Pool Antimafia, preferito a Falcone, iniziò una silenziosa ma inesorabile azione di ostruzione allo svolgimento delle indagini che culminerà nello scioglimento del Pool.

Nonostante tutto Falcone non si è mai arreso, nemmeno quando per l’ennesima volta è stato pubblicamente “offeso” dalle istituzioni con la nomina a capo dell’Alto Commissariato Antimafia di Domenico Sica”

Stefano Ricci, al tempo giovane poliziotto
Presidente – AL – La Spezia

Falcone ha portato avanti la sua lotta, la nostra lotta, consapevole dei rischi che correva, dell’ostilità che lo circondava, fuori e dentro i “palazzi”, Falcone ha lottato per il nostro Paese, per noi e per i nostri figli, ma oggi la sua battaglia è dimenticata, la mafia è dimenticata! Nessuno la menziona più, sembra scomparsa ed invece è più presente ed aggressiva che mai, ha cambiato pelle, si è evoluta, ripulita, ma c’è!

Alternativa Libera vuole ricordare Falcone per ciò che ha portato alla vista di tutti!!!

Non vogliamo che si dimentichi quello per cui ha lottato e dato la vita, vogliamo ricordare a tutti che la mafia c’è ancora, che il lavoro non è finito, che la politica si deve ancora occupare di questo e non raccontarci favole di boss arrestati e famiglie sgominate, è solo fumo negli occhi!

Chiediamo allo Stato impegno concreto nella lotta alla criminalità organizzata, come riportato pochi giorni fa dallo stesso Direttore della DIA, una presa di posizione netta. Purtroppo nessun partito durante le ultime elezioni ha fatto cenno a questo: si parla di temi contingenti, ma non si affronta il problema della criminalità organizzata, della mafia, del modo mafioso di affrontare i temi contingenti.

Di quella NON si parla!

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