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Forteto, Bechis: “I soldi vadano alle famiglie, non ai pedofili”

FortetoEcco il testo dell’intervento odierno di Eleonora Bechis, deputata di Alternativa Libera, circa la situazione delle case-famiglia ed il caso Forteto: «La sentenza di condanna emessa recentemente dice tra le altere cose: “Per alcuni decenni in Toscana si è verificato un fenomeno rispetto al quale le leggi dello Stato hanno subìto una sospensione”.

Per trent’anni il tribunale dei minori di Firenze ha spedito bambini in difficoltà, all’inferno denominato Forteto. In quel luogo erano usuali e reiterati gli atti di violenza e di maltrattamenti garantiti dall’omertà e il silenzio di chi conosceva i fatti, tra cui psichiatri e assistenti sociali. Dal processo, recentemente conclusosi, è emerso che Rodolfo Fiesoli e Daniela Tardani sono i principali responsabili degli  abusi sessuali e maltrattamenti perpetrati nella struttura.

Come mai la situazione, più volte segnalata al Governo in atti di sindacato ispettivo, tra cui un mio atto con il quale proponevo il commissariamento per la cooperativa agricola sono rimasti lettera morta? Che legami politici ci sono tra l’ex Sindaco Renzi, l’ex presidente della LegaCoop Poletti e il cosiddetto “profeta” Rodolfo Fiesoli?

Il fenomeno disgustoso ma normale verificatosi al Forteto, si inserisce nella poco trasparente questione dei bambini in casa famiglia le quali, in moltissimi casi  sono considerate un mero business perché hanno un  valore  pari a un miliardo all’anno. Lo Stato paga le comunità ma nessuno chiede loro giustificazioni sulle spese.

Come mai in Europa il costo medio è di 58,00€ al giorno per bambino, mentre in Italiana è di 200,00€? Colleghi, sono 6.000,00€ al mese che se dati alle famiglie di origine, invece che ai pedofili, nella maggior parte dei casi risolverebbero molte situazioni! 

Sono 150 i giudici onorari in esplicito conflitto di interesse per professione o perché gestori di uno di questi inferni di pedofilia. Sull’infanzia ci sono troppe deleghe divise tra vari ministeri: il risultato é il caos dove si inseriscono questi obbrobri insopportabili. Le storie che vengono a galla, a cominciare dal Forteto, compongono un campionario pauroso.

Le case-famiglia sono una risorsa importante per il reinserimento del minore, ma la permanenza di un bambino va gestita con cura e deve rispondere a un unico criterio: trovargli il prima possibile una collocazione familiare. Ed è per questi motivi che noi di Alternativa Libera chiediamo una struttura di controllo sulla persona giuridica del Forteto, al fine di restituirla alla destinazione originaria, accertare le responsabilità politiche e facilitare il risarcimento a favore delle vittime.

Serve però un monitoraggio dell’intero sistema degli  istituti denominati “casa famiglia”, al fine di prevenire abusi e reati che hanno connotato la vicenda in questione, a partire dalle proposte contenute nella inchiesta parlamentare presentata il 23 gennaio del 2014 (Doc. XXII n.20 del 23 gennaio 2014). I reati devono essere perseguiti, ma si deve fare di tutto per assicurare ai bambini l’assistenza e la protezione che meritano.

Chiediamo inoltre di predisporre le necessarie ed opportune modifiche legislative in materia al fine di razionalizzare e  rendere efficaci, efficienti e maggiormente economici gli interventi a sostegno dell’infanzia».

Guarda il video dell’intervento di Eleonora Bechis.

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