Sempre più giovani in fuga dall’Italia, non rassegniamoci a veder emigrare il nostro futuro

Mentre il Paese è in piena campagna elettorale e il Parlamento, ormai prossimo al traguardo della fine della legislatura, si occupa con la consueta miopia di una legge di Bilancio infarcita di mance elettorali, continua a crescere il numero di italiani che fuggono all’estero.
L’ISTAT ha reso noto attraverso lo studio Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente che nel 2016 sono aumentati del 12%, rispetto all’anno precedente, i connazionali che hanno deciso di lasciare l’Italia. Il numero degli emigrati italiani si è più che triplicato rispetto a dieci anni fa passando dai 36.000 del 2007 ai 115.000 del 2016, in particolare giovani tra i 24 e i 39 anni, ricercatori e laureati.
Questo aumento di italiani in fuga è segno evidente che, nonostante i proclami dei Governi Renzi e Gentiloni dicano che le misure messe in campo siano state efficaci e che l’economia è ripartita, vivere nel nostro Paese è sempre più difficile.
Negli ultimi cinque anni sono stati spesi decine di miliardi per il salvataggio delle banche e regalie utili a costruire consenso elettorale, ma non si è fatto nulla di concreto per dare ai giovani italiani un briciolo di speranza per costruire il loro futuro nel nostro Paese. Il lavoro non è diventato più stabile, anzi si sono semplificate le procedure per il licenziamento. L’occupazione è cresciuta solo nominalmente, grazie all’aumento di contratti a termine e la meritocrazia è rimasta un miraggio.
Sono 81.000 gli emigrati italiani con più di 24 anni nel corso del 2016, l’11% in più rispetto all’anno precedente. Di questi, quasi 25.000 posseggono la laurea (31%). Fuggono alla ricerca di un futuro e se lo costruiscono altrove. Infatti, mentre nello Stivale nascono sempre meno bambini e la popolazione invecchia, secondo il rapporto dell’ISTAT cresce il numero di emigrati di cittadinanza italiana nati all’estero: nel 2016 se ne contano circa 29.000, 5.000 in più rispetto al 2015 (+19%). Ci si limita sempre a sottolineare come l’Italia non sia più un Paese per giovani, ma non si fa nulla per invertire la tendenza.
In questi anni, in sede di esame di provvedimenti di natura economica, Alternativa Libera ha sempre avanzato proposte di correttivi per ampliare le possibilità di impiego e lo sviluppo di nuove filiere imprenditoriali, come la cannabis per uso ludico e misure per rendere più trasparenti le procedure per l’assunzione nelle società a partecipazione pubblica.
A dimostrazione del fatto che nessuna forza politica, tra quelle dotate di rappresentanza parlamentare cospicua, è in grado di guardare al futuro e all’interesse del Paese, non abbiamo mai trovato nessuno veramente disposto ad approvare le nostre proposte. Noi, però, non ci rassegniamo a vedere emigrare il futuro dell’Italia e continueremo in tutte le sedi opportune, a partire da questa legge di Bilancio, a promuovere provvedimenti che siano utili a incrementare i livelli di occupazione giovanile e migliorare le prospettive economiche del Paese.
Condividi

Aggiungi un commento