Il Governo riduce i fondi ai truffati per pagare gli arbitrati

Oltre al danno, i risparmiatori truffati dai crac di Banca Etruria, Banca Marche, Ca.Ri.Chieti e Ca.Ri.Ferrara rischiano di subire anche la beffa. La prospettiva di non essere risarciti come vorrebbero è più che concreta visto che la disponibilità del Fondo di solidarietà istituito per il ristoro dei risparmiatori truffati potrebbe ridursi.

Infatti, dopo oltre un anno di attesa, è arrivato in Parlamento il decreto che prevede l’istituzione dei collegi arbitrali cui potranno rivolgersi gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche che non hanno presentato, per mancanza di requisiti o per volontà propria, la documentazione per attivare la procedura del rimborso automatico forfettario all’80%.

Il Consiglio di Stato ha espresso il suo parere sul testo presentato dal governo. Il giudizio è favorevole, ma condizionato ad alcune modifiche. Questo, a causa della presenza di numerose zone d’ombra che rendono contraddittorio e per certi versi ambiguo il decreto stesso.

Il punto più controverso riguarda il pagamento delle procedure arbitrali. I costi ricadrebbero interamente sul Fondo di solidarietà gestito dal Fondo interbancario di tutela dei depositi, e questo ridurrebbe la dotazione delle risorse a disposizione per il ristoro dei risparmiatori danneggiati.

È qui che il Consiglio di Stato ha sollevato le sue maggiori critiche. Parallelamente, noi di Alternativa Libera abbiamo sollevato la questione politica, visto che è profondamente ingiusto attingere le risorse per il pagamento degli arbitrati da un fondo istituito per la salvaguardia dei risparmi dei cittadini: non ha senso penalizzare oltremodo gli obbligazionisti traditi dalle loro banche.

Il Fatto Quotidiano ha raccolto i nostri rilievi in un articolo sull’edizione online.

Continuando a leggere il testo del parere, si evince come il Consiglio di Stato, nel nome del buon senso, suggerisca al governo, per evitare un clamoroso autogol, di considerare il problema “in modo più approfondito” anche in virtù dell’importanza che esso riveste agli occhi dell’opinione pubblica.

Il massimo organo della giustizia amministrativa bacchetta il governo anche in merito alla nomina del collegio arbitrale: l’articolo 3 del testo prevede infatti che essa avvenga con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ma per come è scritta, la norma attribuisce al premier “al tempo stesso il potere di nomina dell’intero Collegio arbitrale e il potere di designazione di uno dei tre componenti”. Per il Consiglio di Stato questo meccanismo è un po’ distorto e sarebbe più opportuno che “la scelta dei due componenti spetti rispettivamente al Ministro della Giustizia e al Ministro dell’economia e delle finanze, che dovrà comunque essere condivisa dal Presidente del Consiglio dei Ministri, al quale spetta il potere di nomina”.

Considerato che il governo ci ha messo oltre un anno a mettere nero su bianco norme che secondo il Consiglio di Stato sarebbero in buona parte da emendare se non addirittura da riscrivere è la riprova, nel caso in cui ce ne fosse ancora bisogno, che il grado di professionalità di ministri e tecnici che si sono occupati del provvedimento è infimo, come abbiamo più volte denunciato.

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