Grecia, Barbanti: “Le politiche di austerity un fallimento. L’Europa diventi unione dei popoli”

SebaL’Europa è a un bivio o, per usare le parole del presidente Boccia, siamo ai calci di rigore. Sostanzialmente, da un lato abbiamo la possibilità di andare avanti in maniera ancora più forte del passato, dall’altro abbiamo l’opportunità di tornare circa 60 anni indietro, ai nazionalismi, dipende dalle scelte che verranno fatte queste prossime ore, che sicuramente dovranno essere in forte discontinuità con il passato e soprattutto dovranno cercare di rendere compatibile la legittimazione popolare con le politiche dell’Eurozona. In questo senso, la Grecia sta facendo una vera e propria battaglia per la democrazia.

Le politiche di austerity sono fallite; non lo dico io, lo dicono alcuni premi Nobel dell’economia: Piketty, Krugman, Stiglitz, e lo ha detto anche il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, poco fa.

Lo dicono i freddi numeri: a fronte di un surplus fantastico per la Grecia, del 5%, abbiamo una caduta del PIL pro capite di oltre il 23%.

Insomma o l’Unione Europea, l’Europa, diventa l’unione dei popoli e quindi ritrova i principi di solidarietà – che era quello che dicevano i padri costituenti, che non significa lassismo contabile ma, anzi, regole più eque e realistiche che mettano l’uomo al centro – oppure non ha senso di esistere.

Non dobbiamo fermarci ai freddi numeri, che poco fa il Ministro ha anche raccontato, ma dobbiamo badare a quella che è la dignità dell’uomo, perché ditemi se è dignitoso per un uomo vivere con 120 euro a settimana o non avere la possibilità di curarsi – non ci sono più le medicine in Grecia – piuttosto che consentire di vendere ai supermercati cibi scaduti o, per ultimo, vedersi licenziato il 25% della forza lavoro pubblica nell’arco di cinque anni.

L’anno scorso, in questa Camera, si tenne la conferenza interparlamentare sul Fiscal Compact, il rappresentante greco ci disse che se anche la Grecia tornava a macinare l’economia come ai bei tempi ci sarebbero voluti 18 anni per colmare il gap che si era venuto a creare in un solo anno di austerity.

Dobbiamo chiederci tutti ora se questa è l’Europa che vogliamo e che ci serve, perché, vedete, oggi è la Grecia, ma domani potrebbe toccare a noi.

Clicca qui sotto per vedere il video di Sebastiano Barbanti

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