Immigrazione e rimpatri

 

Nel 2016 sono stati rimpatriati 5.066 migranti a fronte di 38.284 migranti irregolari. La volontà del governo guidato da Paolo Gentiloni e del suo Ministro degli Interni Marco Minniti sarebbe d’incrementare i rimpatri di cittadini stranieri nei prossimi mesi.

Per rimandarli dove? Le intese attualmente in vigore coprono solo due delle prime dieci nazionalità (Nigeria e Mali), a cui appartengono i migranti sbarcati in Italia ma in assenza di accordi bilaterali con i Paesi di provenienza l’Italia rischia di accumulare rapidamente decine di migliaia di persone a cui è stato negato l’asilo, ma che nessuno sa come rimpatriare.

L’immigrazione è tra i temi più importati su tavolo della politica italiana ed europea.

Nel Manifesto di Alternativa Libera si legge: Noi, che siamo l’Alternativa Libera consideriamo le migrazioni di chi fugge da guerre e povertà un fenomeno da affrontare senza pregiudizi xenofobi, ma con impegno e fermezza.”

Il fenomeno è epocale. Per affrontarlo non servono buonismi sterili. E nemmeno felpe stampate con ruspe e altre sciocchezze del genere. “Non esistono soluzioni semplici” affermano in molti: ma nemmeno possono esistere alibi per coprire una situazione che è ormai fuori controllo.

Ancora nel Manifesto di Alternativa Libera si legge: “Noi, che siamo l’Alternativa Libera crediamo in un Europa dei popoli, della condivisione sociale ed economica. Un’Europa dell’accoglienza e della solidarietà che accetta la sfida del cambiamento per dare valore al senso del suo esistere.”

L’Europa però deve farsi carico delle sue responsabilità. I free riders di Visegrad (Polonia, dell’Ungheria, della Repubblica Ceca e della Slovacchia) non possono pensare di ricevere aiuti dalla Ue e poi rifiutarsi di ricevere le quote rifugiati aventi diritto che sono stati loro assegnati da Bruxelles.

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