Segoni: La mia riforma della Protezione Civile a un passo dall’approvazione, renderà più efficace la gestione delle emergenze

In Parlamento con obiettivi precisi: lottare in difesa dell’ambiente, tutelare il territorio, promuovere i concetti di efficienza energetica ed ecosostenibilità.

È dura fra i banchi di Montecitorio, ma non è impossibile. Almeno per Samuele Segoni che, sin dal primo giorno del suo ingresso nella Camera dei Deputati, ha interamente dedicato le sue attività per conseguire quei risultati.

Questi sono i principali temi trattati nell’intervista che il parlamentare toscano ha rilasciato al quotidiano web ArezzoNotizie.

L’ultimo obiettivo ottenuto, non certo per ordine d’importanza, è rappresentato dall’approvazione del disegno di legge sulla riforma della Protezione Civile da parte delle commissioni Affari Costituzionali ed Ambiente del Senato dopo un’attesa di circa due anni.

Il geologo di Montevarchi, infatti, è il primo firmatario della proposta di legge per il riordino della Protezione Civile: “Sono molto orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto di testa in tempo di pace, iniziato nel 2014”. Buona parte delle sue proposte, infatti, sono state recepite ed inserite all’interno del testo che, a breve, sarà nuovamente discusso: “L’iter è ripreso e dovrebbe essere incardinato dalla commissione Ambiente in questi giorni”.

Quando Segoni parla di “tempo di pace” non lo fa a caso. Infatti, gran parte dell’intervista ripercorre i momenti salienti del suo percorso all’interno del M5S: dalla fondazione del primo nucleo a Montevarchi nel 2009, sino all’elezione a sorpresa nel 2013, per poi giungere alle incomprensioni che hanno portato al definitivo strappo del 2015.

Ricorda: “Nel 2014 c’erano i primi mal di pancia nel MoVimento e provenivano anche dal nostro territorio di riferimento. Ci guardammo intorno. Io mi sentivo come se mi stessero tarpando le ali: il MoVimento parlava alla pancia della gente, le persone che erano sempre state con me erano schifate e critiche. Nel gennaio 2015 ne uscii con la spinta dei territori … Ci furono molte riunioni. Decisi di farlo per dare una rappresentanza a loro che mi avevano dato la loro fiducia. Per questo non mi sento affatto di aver tradito il mandato: siamo attivisti per le idee, non per il simbolo”.

Far crescere Alternativa Libera come laboratorio trasparente di idee. Questo è un altro degli obiettivi inseguiti da Segoni: “È un’esperienza politica mai fatta prima in Italia che prevede la totale partecipazione dei territori … Ci sono voluti due anni di lavoro, ma abbiamo trovato la quadratura del cerchio con i principi che facciamo funzionare”.

Si parla anche e soprattutto di dissesto idrogeologico. Un tema di triste attualità dopo gli eventi che hanno colpito con forza l’Italia negli ultimi tempi. Samuele Segoni sottolinea: “I politici riversano tutta la colpa su fattori naturali e la caratteristica dell’Italia, naturalmente predisposta per disastri. Ma questi sono solo alibi. Io rivendico una battaglia culturale fatta in Parlamento, perché ci sia consapevolezza che ci sono cause prodotte dall’uomo: la gestione dissennata del territorio, il caos burocratico, la mancanza di cultura del rischio nella popolazione. Le case allagate o distrutte ci sono perché costruite in aree a rischio. A volte abusive, a volte anche con i permessi. E questa è una cosa ancor più grave”.

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