Italiani all’estero: Per fermare la fuga serve lavoro stabile e meritocrazia

“Mentre il Parlamento seguita ad occuparsi della legge elettorale, di cui ai cittadini non interessa nulla, continua a crescere il numero di italiani, in particolare ricercatori e laureati, che fuggono dal nostro Paese.

Nel 2016 sono aumentati del 15%, rispetto all’anno precedente, i connazionali che hanno deciso di lasciare l’Italia, segno evidente che, nonostante i proclami dei Governi Renzi e Gentiloni dicano che le misure messe in campo siano state efficaci e che l’economia è ripartita, vivere nel nostro paese è sempre più difficile. Negli ultimi cinque anni sono stati spesi decine di miliardi per il salvataggio delle banche e per dare mance elettorali ma il lavoro non è diventato più stabile, anzi si sono semplificate le procedure per il licenziamento mentre la meritocrazia è rimasta un miraggio.

Per questi motivi, in sede di approvazione della legge di bilancio proveremo ad inserire correttivi per ampliare le possibilità di impiego e lo sviluppo di nuove filiere imprenditoriali, come la cannabis per uso ludico e misure per rendere più trasparenti le procedure per l’assunzione nelle società a partecipazione pubblica”.

Lo affermano i deputati di Alternativa Libera: Massimo Artini, Marco Baldassarre, Eleonora Bechis, Samuele Segoni e Tancredi Turco.

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