“LA MAFIA È UNA MONTAGNA DI MERDA”

Oggi 9 maggio 2018, sono passati 40 anni dall’omicidio di Peppino Impastato.

Peppino Impastato, nonostante la sua uccisione abbia segnato una svolta nella lotta contro la mafia, continua ad essere un evento marginale, ricordato solo da chi, come noi, vede in Peppino un esempio di come NON bisogna piegarsi alle mafie.

Il giovane Siciliano, figlio di un mafioso, poteva vivere tranquillo nella sua Cinisi, onorato e rispettato per il nome che portava, invece decise di rinnegare la sua famiglia e far conoscere al mondo intero, grazie alla sua radio, le vicende dello zio, il boss mafioso della sua terra.

Fu ucciso, perché non si piegò alle logiche della sua terra … L’OMERTÀ.

Come accade al “dente di leone“, i quali semi, alla sua morte, vengono trasportati dal vento, così fu per Peppino. Dopo la sua morte il suo seme rivoluzionario contro la mafia ha attecchito nel cuore dei Siciliani, che hanno compreso che non bisognava piegarsi al giogo dei malavitosi e iniziarono a nascere le associazioni contro il pizzo.

Oggi, se pochi parlano di Peppino è perché in realtà non è morto, gli eroi sono immortali, Peppino è ancora vivo e lo sarà fin quando, grazie al suo esempio e sacrificio, ci saranno uomini e donne che non si piegheranno alle mafie.

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