LA “TERRA DEI GHETTI”

La “terra dei ghetti” è l’espressione ormai consueta con la quale viene definita la provincia di Foggia.

Sono numerosi gli accampamenti abusivi, dove disperati fuggiti dai loro Paesi d’origine, trovano riparo in baracche divise per etnie.

In questi NON LUOGHI dove domina la malavita organizzata, lo Stato sembra non avere giurisdizione. Luoghi che per la legge non dovrebbero nemmeno esistere ma che invece sono popolati da persone sfruttate da “caporali”, loro connazionali, che li tengono in condizioni di schiavitù per utilizzarli in lavori agricoli o avviarli alla prostituzione. 

In questi ghetti, generalmente , vivono solo adulti tranne che nel cosiddetto “ghetto dei bulgari” dove interi nuclei famigliari convivono con i loro figli (37 minori sono stati individuati) in una condizione igienica spaventosa che la stessa Arpa Puglia lo ha definito un luogo altamente nocivo per la salute a causa di una innumerevole quantità di rifiuti tra cui amianto sfaldato. 

Alternativa Libera – Foggia conosce bene la situazione di degrado umano e ambientale in cui versa la provincia foggiana sia nei ghetti non autorizzati che nel campo Rom di Arpinova messo invece a disposizione dall’amministrazione comunale.

La nostra esperienza è iniziata già da almeno 5 anni – racconta Vincenzo Rizzi consigliere comunale di Foggia di Alternativa Liberaquando da semplici cittadini ci siamo interessati del campo Rom per le cui condizioni era impossibile non indignarsi. Nonostante il Comune spendesse risorse economiche per la manutenzione e i principali servizi ordinari, il campo, pur con le persone dentro, si trovava in totale abbandono. Una vera e propria discarica di rifiuti, una fogna a cielo aperto. Abbiamo quindi denunciato alle autorità competenti le inefficienze della gestione e posto all’attenzione anche il problema dei minori che necessitavano una scolarizzazione. Grazie alla nostra vigilanza la situazione è decisamente migliorata.

Il gruppo di attivisti di Alternativa Libera – Foggia crede fermamente che l’emarginazione e l’indifferenza di chi ci sta accanto sia il peggior sistema per risolvere questo tipo di problemi. Occorre offrire occasioni di riscatto a chi vive in situazioni di degrado cominciando dal rispetto e dalla dignità della vita, indipendentemente dalla loro provenienza, e che passa soprattutto da un’attenzione maggiore nei confronti dei bambini e da una loro integrazione nella scuola.

I cittadini foggiani non possono essere lasciati soli a fronteggiare queste tragedie umanitarie. Sono necessarie politiche di immigrazione economiche diverse dalle attuali per evitare questo degrado.
Questa non è la “terra di nessuno”. La provincia di Foggia è nella nostra bella Italia.

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