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Lavoro, Rizzetto: “Garanzia Giovani non sia solito pasticcio all’italiana, Sicilia caso emblematico”

12162952_10205995526145122_2022330128_oL’interrogazione presentata Walter Rizzetto, vicepresidente Commissione Lavoro, rivolta al Ministro Giuliano Poletti, riporta dati allarmanti sui risultati emersi dall’ultimo report di Garanzia Giovani: come l’interrogante ha più volte denunciato con atti di sindacato ispettivo, il Piano in questione si sta dimostrando gravemente fallimentare, soprattutto rispetto alla sua operatività nelle Regioni con i più alti tassi di disoccupazione.

La Sicilia, in particolar modo, registra il numero maggiore di adesioni: 129.997 giovani di cui 95.636 risulta siano stati presi in carico con patto di servizio e la maggior parte dei beneficiari, alla scadenza del tirocinio, tornerà a incrociare le braccia.

Emerge dunque il serio rischio che i tirocini attivati con il Piano siano fittizi e strumentali alle aziende per attingere manodopera giovane e qualificata, in maniera gratuita: molti ragazzi denunciano un vero e proprio sfruttamento del lavoro, poiché sono stati inseriti nelle aziende come tirocinanti ma, di fatto, vengono trattati come veri e propri lavoratori subordinati.

Oltre a essere sfruttati, i ragazzi subiscono la beffa di vedere le prime indennità anche dopo 4-5 mesi dall’inizio dello stage, anticipando le spese vive per conseguire le prestazioni.

“Garanzia Giovani è un’opportunità, votata da tutto il Parlamento, per dare nuove prospettive e formazione ai giovani disoccupati. Facciamo che  tutto non diventi il solito pasticcio all’italiana”, dichiara Walter Rizzetto.

Alla luce delle apprese critiche da parte dei giovani aderenti al Piano nella Regione Sicilia, si rende necessario adottare le opportune iniziative rispetto all’operatività dello stesso, affinché i giovani ricevano puntualmente le indennità previste e vengano svolti concreti controlli per escludere casi di tirocini fittizi, e quindi di sfruttamento del lavoro.

Inoltre, si era già fatto presente che l’operatività del Piano in Sicilia aveva già inizialmente messo in evidenza delle criticità, poiché in tale Regione il bando era stato aperto e poi subito ritirato sollevando dubbi sulla trasparenza delle procedure adottate nell’erogazione dei finanziamenti.

Pertanto, sono stati rivolti al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali i seguenti quesiti:

quali siano i fondi stanziati per la Regione Sicilia per rendere operativo il piano Garanzia Giovani e se e quali iniziative siano state adottate per verificare specificamente come vengano impiegate tali risorse;

quali siano le ragioni del ritardo nel pagamento delle indennità e se e quali urgenti iniziative intenda assumere al fine di porre rimedio a tale ingiusta situazione che rende frustrante il proseguimento dell’attività lavorativa dei giovani svolta sino ad oggi;

– se e quali provvedimenti intenda adottare affinché i tirocini attivati con il Piano non siano fittizi e illegittimamente finalizzati per ottenere manodopera da parte delle imprese;

– se e quali iniziative intenda porre in essere per tutelare e garantire lo svolgimento delle attività previste dal Progetto Garanzia Giovani in un ambiente di lavoro sano e trasparente, quindi, presso strutture idonee alla formazione dei giovani che hanno vi hanno aderito.

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