Le leggi sbagliate che complicano la gestione delle emergenze

Le accuse di scarso coordinamento rivolte in questi giorni alla Protezione Civile non hanno alcun valore, se a essere messi sotto accusa sono gli operatori, quelli che alla fine salvano vite umane. Perché non andare invece diritti alle cause di questa inefficienza?

Il problema risiede nelle riforme messe a punto dai governi Monti e Renzi, che hanno smantellato le parti migliori e più utili della Pubblica Amministrazione, quelle che, in occasione di un’evenienza tragica, fanno la differenza.

Il Decreto Legislativo 178/2012 del Governo Monti ha mandato tecnici specializzati nell’emergenza a fare i cancellieri al Ministero di Grazia e Giustizia, alla faccia della valorizzazione delle competenze interne alla Pubblica Amministrazione, mentre dal 1° gennaio 2017, in applicazione Decreto Legislativo 177/2016, il Corpo Forestale dello Stato è stato assorbito dai Carabinieri.

Motivo? Una riduzione della spesa pubblica da pochi milioni di euro. Peccato che tali risparmi si sarebbero potuti conseguire con il taglio degli stipendi dei parlamentari, proposto poco tempo fa dalle opposizioni in Parlamento e opportunamente evitato dalla maggioranza.

Con queste due scelte politiche sciagurate, che dimostrano l’ignoranza dei decisori politici, si è disperso un patrimonio di competenze costruito con decenni di lavoro sul campo. Non ci stupiamo se poi il coordinamento degli aiuti non funziona, o i macchinari spalaneve e addirittura gli elicotteri restano fermi, inutilizzati, come le cronache di questi giorni ci hanno illustrato.

Il disegno politico delle classi dirigenti che si sono avvicendate negli ultimi anni è tragicamente coerente, mira a privatizzare la pubblica amministrazione, aziendalizzarla, sprofessionalizzarla facendo crescere in realtà i costi, per esempio “appaltando” le emergenze ed aumentando l’inefficienza del sistema Protezione Civile.

Lorenzo Orioli

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