Legge Elettorale, Segoni: Il governo è scorretto verso il Parlamento, imbavaglia opposizioni

“Piccolo quiz. Chi ha pronunciato queste parole? ‘È un confronto nel quale il Governo non sarà l’attore protagonista. Spetta a voi, onorevoli colleghi, la responsabilità di promuovere e trovare intese efficaci. Certo, il Governo non starà alla finestra, cercherà di accompagnare, di facilitare e anche di sollecitare questo confronto’. 

Queste sono le parole pronunciate in quest’Aula dal Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, quando il 13 dicembre 2016, si presentò in Parlamento per chiedere la fiducia per il suo Governo.

Cosa è successo Presidente Gentiloni? Avevamo plaudito il suo approccio in netta discontinuità con il protagonismo di chi l’ha preceduta. Quand’è che ha deciso di rimangiarsi le sue promesse, abdicando alla correttezza istituzionale nei confronti del Parlamento? È la seconda volta in questa legislatura che si pone la fiducia sulla legge elettorale. È un fatto gravissimo, un vulnus alla nostra democrazia.

È uno strumento, quello della fiducia, che dovrebbe essere usato in casi di estrema urgenza e invece oggi viene utilizzato per impedire che alla scrittura delle regole del gioco possano partecipare tutte le forze presenti in quest’Aula. 

Imbavagliare le opposizioni, come si sta facendo ora, è prassi di regimi autoritari ed è il modo migliore per sfamare la bestia dell’antipolitica. Invece di aprire al dialogo per costruire tutti insieme una legge elettorale che garantisca rappresentanza a tutte le varie anime del Paese, avete deciso di arroccarvi a difesa di un testo impresentabile che non garantisce nemmeno la sospirata governabilità.

Questa ‘cosa’ che volete approvare in fretta e furia lede la rappresentanza e ‘regala’ agli italiani un Parlamento di nominati. State blindando l’ennesima porcata e pretendete di averci come complici? Scordatevelo”.

Lo ha dichiarato Samuele Segoni, deputato di Alternativa Libera, annunciando nell’Aula di Montecitorio il voto contrario del proprio gruppo alla questione di fiducia posta dal governo sull’articolo 1 della riforma della legge elettorale.

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