Strafalcioni nella legge sui parchi: salvati gli abusi edilizi e consentiti gli scarichi inquinanti nelle Aree Marine Protette

La nuova “Legge per la tutela dei Parchi”, concepita dall’esecutivo quattro anni or sono, sta finalmente per vedere la luce.

Tuttavia, nel testo proposto dal governo e poi unificato dalle Camere sono presenti due clamorosi errori che salvano dall’abbattimento gli abusi edilizi realizzati nei parchi naturali e che consentono l’immissione di liquidi inquinanti nelle Aree Marine Protette (AMP).

I parlamentari di Alternativa Libera hanno immediatamente presentato degli emendamenti per correggere questi errori e segnalato la questione ai giornali, così Il Fatto Quotidiano ha dedicato l’apertura del suo portale alla notizia.

La norma, infatti, è scritta in modo tale che l’abbattimento degli abusi edilizi realizzati nelle aree naturali sarà subordinato all’approvazione della Giunta comunale. Dunque, la Giunta eletta dai cittadini si ritroverebbe a votare la demolizione delle abitazioni dei suoi stessi elettori.

Purtroppo, non è finita qui. Fra le pieghe del testo, infatti, si fa riferimento anche alle Aree Marine Protette (AMP) e agli scarichi in esse consentiti.

L’articolo 11 disciplina la materia e, seppur sia più dettagliato della norma contenuta nella legge del 1991, una dicitura equivoca ed in apparenza contraddittoria strizza l’occhio a procedure inquinanti, ma a norma di legge.

Si vieta “l’immissione di scarichi non in regola con le più restrittive prescrizioni previste dalla normativa vigente”. La precisazione aprirebbe la possibilità di scaricare materiale che “formalmente” è in regola con le prescrizioni previste dalla normativa vigente, ma che potrebbe in qualche modo alterare l’equilibrio biochimico della AMP, visto che la normativa vigente non fa differenza tra scarichi in regola o meno, perché nelle aree marine protette vieta “ogni forma di discarica di rifiuti solidi e liquidi”.

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