Libia, Massimo Artini: “L’Italia usi la diplomazia, non l’esercito”

(150213) -- TRIPOLI, Feb. 13, 2015 (Xinhua) -- Some citizens wave national flags on Martyrs Square in Tripoli, Libya, on Feb. 13, 2015. Hundreds of people demonstrated at Libya's capital city of Tripoli on Friday in support of the ongoing UN-brokered dialogue between the warring factions and expressed hopes for peace. (Xinhua/Hamza Turkia)

“La prospettiva di un’azione militare in Libia, gestita da una coalizione di volenterosi come avvenuto in Iraq, è da scartarsi a priori. Interventi unilaterali, seppur mirati a colpire obiettivi riconducibili all’ISIS, in questo momento rischierebbero di destabilizzare ulteriormente la situazione libica.

Tripoli e Tobruk devono trovare presto un’intesa e l’Italia ha le forze, la responsabilità e l’esperienza per contribuire dal punto di vista diplomatico alla ricostruzione di un governo libico unitario, unico presupposto per potersi opporre alla minaccia jihadista e andare verso una soluzione che non sia lo smembramento della Libia in piccole entità non autonome e facili prede della propaganda di Daesh.

Solo dopo la formazione di un governo unitario, legittimato da Tripoli e Tobruk, è possibile ipotizzare operazioni che vedano in campo ONU, Unione Africana e Unione Europea a supporto dell’esercito legittimo libico”.

Lo afferma Massimo Artini, deputato di Alternativa Libera e vicepresidente della Commissione Difesa di Montecitorio.

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