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L’intervista di Sebastiano Barbanti al “Quotidiano del Sud”: «Nel M5S poca democrazia e tanti aristocratici»

Articolo_Quotidiano_smallGRILLOLEAKS – Quando Morra disse agli attivisti «Non devo rendere conto ai voi»

«CLIMA DA CACCIA ALLE STREGHE»

Il deputato Sebastiano Barbanti: «Nel M5S poca democrazia e tanti aristocratici»

COSENZA – Se fosse stato ancora on line il sito “grilloleaks.com” avrebbe potuto svelare ben altro sulla Calabria rispetto a quello che ha detto il senatore Nicola Morra «Gli attivisti non contano un cazzo. Conta quello che decidono su a Milano». Forse poteva venire fuori qualche schizzo di fango che si sono gettati addosso Morra e il collega Francesco Molinari. Quest’ultimo lo reputa il regista di un dossieraggio nei suoi confronti teso a screditarlo e ha lasciato il movimento.

Ieri, alla marcia di Assisi, Beppe Grillo ha parlato di tutto tranne che della «wikileaks» grillina e anche Casaleggio si trincerato dietro un no comment. L’altro parlamentare calabrese che, finito nella macchinazione di Morra e gli altri parlamentari calabresi, ha lasciato il movimento, Sebastiano Barbanti, era a Molochio al fianco del candidato a sindaco ed ex giudice Romano Degrazia, promotore della legge Lazzati che impedisce la campagna elettorale ai sorvegliati speciali.

Onorevole Barbanti meravigliato per il contenuto delle registrazioni?
«Non ho né visto il sito né ascoltato le registrazioni e mi preme prendere assolutamente le distanze dal metodo che è stato utilizzato. Detto ciò, da quello che ho potuto leggere dagli organi di stampa, non sono meravigliato perché sono circostanze che più volte avevamo denunciato al nostro interno prima e pubblicamente e devo dire anche cercato, senza successo, di risolvere».

Il clima che si percepisce dall’ascolto dei file audio è di una mancanza di fiducia tra voi eletti nel M5S.
«Più volte abbiamo denunciato il clima di. “caccia alle streghe” che si vive a Roma e che si sta riverberando anche sui territori. Inoltre, in alcuni aspetti questo sistema ricorda quello degli aristocratici della Repubblica di Platone, si ritenevano unici depositari della verità assoluta e in ragione di questo, doveva essere fatto lo sconto sul mezzo in virtù del fine. Questo volersi sempre giustificare in virtù del fine ovviamente distoglie energie dagli obiettivi principali. Complici alcuni comportamenti dei parlamentari ormai omologati a quelli degli altri partiti».

Si riferisce a qualcosa in particolare?
«Si abbandonano i lavori di commissione e di aula sulle riforme costituzionali, sulla legge elettorale e sulla buona scuola, giusto per citare gli ultimi esempi, gettando “il bambino con l’acqua sporca”. Mi spiace ma la mia educazione mi impone di prendermi sempre e comunque la mia responsabilità e di lottare ogni volta anche se la sconfitta appare invitabile».

Il senatore Morra dice che lui non ha detto quello cose.
«Beh, dovrebbe dirlo ai 400 attivisti che, a luglio 2014, quasi gli “saltavano alla gola” quando disse che lui non doveva rendere conto a loro ma gli bastava la fiducia di Grillo e Casaleggio. Ci sono i video in rete di quella riunione che fu anche trasmessa in streaming, quando lo streaming era di moda».

La marcia di Assisi per Grillo è un “ritorno alla origini”
«Forse un ritorno alle origini di quando eravamo pochi folli sognatori ed inseguivamo un idea di cambiamento. Da un punto di vista numerico mi sembra che siano ben lontani dagli 800.000 di febbraio 2013. Ma la cosa che più fa riflettere è che la lontananza si percepisce anche e soprattutto da un punto di vista dei valori: il problema della democrazia nel movimento non è un. vezzo, perché il movimento è nato proprio da quella idea nuova di partecipazione, era quello il suo portato innovatore. Tradito quello cosa rimane?».

Lei a altri deputati siete andati via dal movimento, una scelta consapevole?
«Assolutamente sì. Consapevole e comunque molto sofferta poiché in Calabria, insieme ad altri 4-5 amici abbiamo fatto nascere e crescere il M5S per cui può comprendere il legame affettivo ed il conseguente dolore. I valori, gli ideali e i principi del movimento, sono e restano tuttora validi e condivisibili e sono quelli che ancora porto avanti con convinzione. È stata però la loro declinazione politica, il processo organizzativo del M5S e la distonia tra quegli elementi ed il comportamento parlamentare che ha manifestato il cambiamento di fatto del movimento delle origini. Io credevo nel M5S che chiedeva trasparenza e offriva trasparenza, che i leader li faceva eleggere dai cittadini e non li sceglieva con un post, che metteva al primo posto l’autorevolezza e non l’autorità, che promuoveva e rispettava il lavoro dei tanti attivisti. Non si può costruire una democrazia compiuta se chi dice di volerlo fare tacita il confronto interno, la rivoluzione del paese non puoi compierla se rimani reazionario al tuo interno. Quando comprimi il dialogo ed azzeri il confronto al tuo interno potrai mai. compiere una democratizzazione esterna?».

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