Nasce “Alternativa Libera Figline-Incisa Valdarno”, il presidente Caramello: “Possiamo cambiare il paradigma della politica italiana”

figlineSi è costituita nel comune di Figline-Incisa Valdarno la nuova associazione aderente al progetto di Alternativa LiberaPiero Caramello è il presidente.

Piero, cosa ti ha convinto ad entrare in Alternativa Libera?
“Io credo che sia possibile cambiare il paradigma della politica italiana, ma per farlo occorre costruire non solo un modello strutturale diverso che sappia ribaltare la piramide comunicativa, l’alto contro il basso, ma soprattutto quello culturale.

Oggi è inevitabile porsi in una posizione di “disobbedienza” politica rispetto all’attuale panorama politico, perché è opportuno far sentire la propria voce nella propria storia. Oggi manca quella voce, la voce di chi in questo momento subisce le trasformazioni sociali con un attacco sistematico ai sistemi di protezione rispetto al Lavoro, la Sanità, la Scuola Pubblica.

Alternativa Libera può rappresentare quel cambio di paradigma, non una soluzione elettoralistica o di testimonianza, ma un tentativo di imporre anche nel sistema italiano un nuovo modello di rappresentanza politica”.

Proprio sul concetto di rappresentanza andrebbe aperto un capitolo importante: siamo al termine del percorso storico della rappresentatività?
“Se così fosse, sarebbe opportuno chiederci quale modello di democrazia intendiamo rappresentare. Io non credo che la democrazia diretta sia la soluzione, mi appare più un’illusione, ritengo piuttosto che debba aumentare il percorso partecipativo fuori e dentro le istituzioni. Sarà un percorso lungo, che inevitabilmente ci porterà ad interrogarci quale panorama vogliamo rappresentare. La dicotomia storica destra e sinistra ritengo sia ancora viva ma abbia soltanto cambiato nome.

Oggi possiamo dividere il mondo tra chi accetta le regole del neo-liberismo comandato dalla finanza e chi si oppone cercando di trovare nuove soluzioni a problemi complessi. I movimenti politici europei si stanno radicalizzando, da un lato chi ha accettato la sfida del neo-liberismo opponendo una critica allo sfaldamento dei welfare nazionali e dell’attacco alle colonne democratiche fornendo però una visione sociale che abbia al centro l’uomo ed i suoi diritti. L’altro lato è il nazionalismo esasperato, condito da una radicalizzazione xenofoba e razziale. In mezzo le social democrazie che ci stanno governando”.

Anche tu provieni dal Movimento 5 Stelle. Ma non era proprio possibile restare nel Movimento 5 Stelle?
“Ho sempre dubitato di chi sostiene che i movimenti politici si cambiano da dentro. Li cambi se ci sono delle prerogative democratiche che permettano l’avvicendamento delle dirigenze. Comunque non amo parlare del M5S, non perché rinneghi quella esperienza ma perché rivendico da sempre la mia provenienza politica che parte da molto lontano.

Il M5S ha rappresentato un capitolo di un libro di attivismo politico che dura sin dal 1985. Sono figlio di quella generazione che a 18 anni ha visto il mondo capovolgersi, con il tracollo dei regimi comunisti all’Est e l’avanzamento delle politiche socialdemocratiche in tutta Europa. Una sbornia che ha messo molti di noi nelle condizioni di non comprendere più quale fosse la propria casa politica. Il M5S ha saputo catalizzare su di sé, ed in parte ancora ci riesce, tutta la delusione di persone che vedono nella politica tutte le colpe delle loro condizioni sociali”.

Hanno definito il M5S “antipolitica”…
“Non posso dare torto a questo giudizio. Vero è che se i dirigenti politici di questo Paese fossero stati capaci di guidare la comunità evitando tutte le collusioni di cui sono stati accusati, probabilmente il M5S non avrebbe mai visto la luce.

La sensazione però è che esso rappresenti una reazione uguale e contraria che non porta ad alcuna soluzione. Il M5S è un Matrix della politica italiana, capace di trasformismi che oggi possono anche essere pericolosi perché non ci possiamo permettere di finire sul piano inclinato della dittatura della maggioranza, con quegli esiti plebiscitari che spesso ha messo in campo”.

Sei ancora consigliere comunale. Che rapporto hai con gli attivisti del M5S della tua città?
“Ho grande rispetto per molti attivisti. Con alcuni di loro tutt’oggi porto avanti battaglie comuni. Infatti, il Manifesto di AL, che parte dalla Costituzione Italiana e dalla Carta Universale dei Diritti dell’Uomo, ci pone dallo stesso lato a lottare”.

Grazie Piero e buon lavoro.

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