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Naufragio, Artini: “Servono corridoi umanitari ed uffici per visti nei paesi di transito”

Naufragio“La chiusura di Mare Nostrum, senza che sia stata attuata nessuna altra efficace iniziativa, non poteva portare a questa immane tragedia: un tremendo naufragio. Abbiamo denunciato da tempo questa situazione e abbiamo, recentemente, visitato Lampedusa. Già lo scorso febbraio avevamo chiesto, con una risoluzione, che il Governo si impegnasse per ottenere il rafforzamento di Triton e l’apertura di canali legali di accesso all’Europa. Nella giornata di lunedì 20 aprile presenteremo una risoluzione che sottoporrà in dettaglio all’aula la nostra proposta per rispondere a questa grave emergenza”.

Lo afferma Massimo Artini, vicepresidente della Commissione Difesa e deputato di Alternativa Libera.  “La nostra proposta prevede la realizzazione di corridoi umanitari tramite l’istituzione di un Visto Umanitario Europeo con validità per tutta l’area Schengen ed emettibile in uno stato terzo, oltre all’istituzione di “Uffici UE per le migrazioni” in paesi di transito quali Sudan, Ciad, Niger, Tunisia, Egitto e Libano, dove detti visti potrebbero essere concessi, unitamente ai necessari documenti di viaggio, previa valutazione dei singoli casi.

In questo modo si preserverebbe la vita di migliaia di persone, consentendo loro di impiegare il proprio denaro per giungere in Europa per vie legali e con mezzi di trasporto sicuri, anziché affrontare pericolosissimi viaggi che finanziano, inoltre, i trafficanti di esseri umani. Sempre in questo modo, si abbatterebbe la frequenza degli interventi di ricerca e salvataggio e si allenterebbe la pressione sui territori di primo approdo, quali Lampedusa e la costa siciliana.

L’istituzione di uffici per le migrazioni nei paesi di transito dei migranti – prosegue Artini – consentirebbe di effettuare uno screening dei richiedenti asilo e di distribuire equamente coloro che ne hanno diritto tra i paesi dell’Unione Europea. Siamo critici – conclude – verso chi specula su questa tragedia e in particolare all’ipotesi di blocco navale davanti alle coste libiche avanzata da Salvini e Meloni: ipotesi contraria alla Costituzione, perché nel diritto internazionale è considerata atto di guerra, e inefficace, perché dovrebbe vedere un dispositivo navale molto più ampio di quello impiegato da Mare Sicuro”.

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