OPG, Alternativa Libera e Radicali: “Non chiuderanno il 31 marzo”

 OPGAlternativa Libera e Radicali sono uniti in questa battaglia di impegno civile perché gli OPG sono inaccettabili. Strutture che ricordano le prigioni piuttosto che i centri di cura. Serve una soluzione rapida e definitiva.

Negli ultimi anni a fronte dell’emanazione di decreti e leggi, e dopo aver proceduto di proroga in proroga, gli OPG restano ancora operativi. Ed anche la data del 31 marzo non potrà vedere, come pure prescritto, il loro superamento.

Resta un quadro piuttosto fumoso rispetto alle modalità con cui le Regioni intendano procedere: se è vero, infatti, che Veneto e Piemonte sono esposi al rischio di commissariamento, poiché non hanno presentato alcun piano, è altrettanto vero che le restanti regioni hanno dato indicazioni generiche, in alcuni casi indicando strutture di cui non è noto nemmeno l’indirizzo.

Si profila, poi, la possibilità che, in attesa delle REMS che alcune Regioni addirittura non hanno ancora previsto, si trasferiscano ‘temporaneamente’ gli internati in strutture private accreditate. La strada verso le REMS non è, inoltre, immune da potenziali rischi, perché l’obiettivo è la riabilitazione e non l’istituzione di manicomi 2.0.

Sono trascorsi 20 anni dall’approvazione della legge 180 prima della chiusura definitiva dei manicomi. Ci auguriamo non ne passino altrettanti prima di superare gli OPG”.

Lo affermano in una nota Eleonora Bechis e Tancredi Turco (Alternativa Libera) che oggi hanno tenuto una conferenza stampa di presentazione dei dati rilevati in occasione della visita organizzata dai deputati Alternativa Libera, insieme ad ex deputati e militanti del Partito Radicale, presso gli OPG.

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