Dobbiamo lasciare ai nostri figli un Paese migliore di quello che abbiamo trovato

“Ci siamo, è l’ultima dichiarazione di voto della XVII legislatura. Non starò ad elencare tutto ciò che non ci piace di questa legge di Bilancio. Marchette son state fatte a destra e a sinistra e ormai quel che è fatto è fatto. Noi comunque voteremo no.

Noi oggi consegniamo anche il Paese nelle mani della fortuna. Nei prossimi giorni riapre ufficialmente la campagna elettorale. E cosa gli andiamo a raccontare agli italiani? La migliore scelta è rappresentata da Tizio o Caio? Ci sprecheremo, vi sprecherete in programmi elettorali che non potremo poi neanche attuare. Ce ne fosse uno che ha una visione di questo Paese tra vent’anni…

Io vorrei uno Stato che, invece di immobilizzare un giovane disoccupato in una condizione di continua aspettativa, sappia anche insegnargli a sapersi creare delle opportunità. Che sappia sapersi reinventare, mettersi in gioco continuamente, invece di avere paura.

Vorrei uno Stato che, invece di giocare in difesa, sappia cogliere anche le nuove sfide dell’innovazione. Vorrei che i giovani che abbiamo formato, ai quali abbiamo dato un’istruzione, siano fieri di rientrare nel nostro Paese. E forse sono un sognatore.

Quel che è certo è che finché ne avrò, ne avremo le forze, continueremo a lottare. Perché gli italiani si meritano un Paese, una classe politica che sia dieci volte meglio di quella attuale.

Io ho una figlia che fra qualche giorno farà quattro anni. E son stati quattro anni difficili, perché sono stati quattro anni in cui ho dovuto sacrificare molto sotto questo aspetto, sotto questo punto di vista. Però è quello che facciamo qui. Ed è anche il motivo per cui siamo qui, ovvero lasciare ai nostri figli un Paese migliore di quello che i nostri genitori hanno lasciato a noi.

E quindi, al di là di tutto, al di là dei vari interessi, delle varie bandiere, della campagna elettorale, questo è anche quello che anche noi dovremmo sempre tenere in mente per il futuro”.

Marco Baldassarre

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