Pensioni, Rizzetto: “Flessibilità in uscita intervento indispensabile. I soldi ci sono, P&P si parlino”

P&PLa riforma delle pensioni e l’inserimento dei criteri per consentire la cosiddetta flessibilità in uscita a fronte di ragionevoli penalizzazioni sugli assegni previdenziali è un intervento indispensabile per riparare, in parte, agli effetti negativi della Riforma Fornero.

Se ne è discusso per mesi come di un intervento prioritario, ma oggi tutto sembra essersi sciolto come neve al sole. Mi chiedo il perché.

Fino a qualche giorno fa per il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti si trattava di un “tema ineludibile”, al punto da dichiarare lo stanziamento nella prossima legge di Stabilità di risorse ad hoc per questa manovra.

Solo ieri, però, il suo collega Pier Carlo Padoan ha spiegato che per la riforma in questione “non ci sono le coperture” e che pertanto, la manovra non verrà affrontata nella legge di Stabilità per l’anno 2016.

A questo punto sorgono spontanee un paio di domande. Ma i due si parlano? P&P discutono tra loro? Sa la mano destra cosa sta facendo la sinistra? Uno dei due ha realmente idea di quale sia lo stato dei nostri conti pubblici e di cosa si possa o non si possa fare?

È assurdo che non si adotti urgentemente la riforma per garantire la scelta di potere accedere anticipatamente al trattamento pensionistico visto e considerato che si tratta di una misura che favorirebbe anche un ricambio generazionale nel mondo del lavoro semplificando l’entrata dei giovani. Dubito che ci sia un concreto problema di risorse finanziarie a copertura della manovra, piuttosto credo si sia scelto di destinare risorse a sostegno di altri interventi.

Allo stesso modo è un’assurdità affermare l’assenza di coperture finanziarie per procedere ad un indispensabile intervento sul sistema pensionistico. Forse P&P non ricordano che, sempre per riparare ai danni cagionati dalla Riforma Fornero, il Governo non ha usufruito, pur potendo, delle risorse finanziarie del Fondo sociale europeo che avrebbe potuto utilizzare per i cosiddetti “esodati” al fine di favorirne il “reinserimento lavorativo e la dignità di reddito pensionistico dei lavoratori”. L’Italia ne avrebbe dovuto fare richiesta entro il 21 luglio 2014 ma a ciò, inspiegabilmente, le istituzioni competenti non hanno provveduto.

Poletti deve spiegare agli italiani quali iniziative intende adottare per riformare seriamente il sistema pensionistico inserendo la flessibilità in uscita, prevedendo nella prossima legge di Stabilità le risorse necessarie per farlo e superando così i limiti eccepiti alla fattibilità della manovra dichiarati da Padoan.

Lo dichiara Walter Rizzetto, capogruppo di Alternativa Libera e vicepresidente della Commissione Lavoro di Montecitorio.

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