Publiacqua, Segoni e Artini: Irace a processo, fare luce sulla gestione del servizio

publiacquaMentre crescono i disagiaumentano le bollette e i dividendi della società mista.

“A quanto ci risulta sarebbe iniziato il processo nei confronti dell’ex amministratore delegato di PubliacquaAlberto Irace, poi passato ad ACEA.

La vicenda, sulla quale è stata aperta un’inchiesta dopo la segnalazione da parte di alcuni cittadini al Corpo Forestale e a seguito delle denunce pubbliche del Comitato Acqua Bene Comune, riguarda lo sversamento di liquami nel borro di Ragnaia a Pian di Scò. Si tratta di una vicenda che abbiamo seguito da vicino e che consideriamo molto importante in quanto nel 2014, nei pressi dello scolmatore, pur in assenza di piogge nei giorni precedenti alla ricognizione nella zona, era stato appurato un forte sversamento di liquami nel fosso, con effetti sulle acque del torrente.

Publiacqua all’epoca si difese puntando il dito su un evento franoso.

Sulla vicenda adesso attendiamo che si esprima il tribunale di primo grado, ma è grave che liquami e acque si siano riversati nel borro e non dove dovrebbero, cioè ad un sistema di depurazione. Alternativa Libera vuole chiarezza e trasparenza da parte di Publiacqua sulla gestione del servizio idrico e sullo stato del procedimento giudiziario, perché problemi e disagi continuano ad attanagliare i cittadini, che devono fare i conti con costi in bolletta in continuo aumento.

Incuranti della situazione, i soci pubblici e privati della società si assicurano dividendi sempre crescenti: per l’annualità 2015, era stata prevista una cifra di 16 milioni di euro che i sindaci hanno portato a 18,49 milioni, così come hanno incrementato il costo della tariffa del 3,5%, a partire dal 2016, a fronte di una gestione del servizio disastrosa”.

Lo affermano i deputati di Alternativa Libera, Massimo Artini e Samuele Segoni che chiedono a Publiacqua e al sindaco di Pian di Scò di informare i cittadini sulle cause che hanno determinato il rinvio a giudizio.

 

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