Trivelle, Segoni: “Con referendum al 17 aprile il Governo ammazza il dibattito. Mattarella eviti uno spreco di denaro”

Samuele SegoniStamattina la stampa ha confermato la notizia che, informalmente, circolava già da diversi giorni: il Consiglio dei Ministri ha indicato nel 17 aprile la data del prossimo referendum sulle trivellazioni petrolifere in Italia. Quindi, sfuma qualsiasi ipotesi di un election-day per stimolare la partecipazione ed il voto contro le trivellazioni petrolifere. L’accorpamento in election-day era richiesto a gran voce dalle Regioni, da comitati ed associazioni ambientaliste ed ecologiste. Anche da diverse forze politiche. Cito ad esempio le due mozioni, una di Alternativa Libera-Possibile ed una di Sinistra Italiana, che chiedevano questo election-day.

Ricordo anche la responsabilità del ministro Alfano che, durante un question-time, ha dichiarato che l’election-day non si può fare perché servirebbe una legge. Giacciono in Parlamento anche due proposte di legge per fare questo election-day, sempre una di Alternativa Libera ed un’altra di Sinistra Italiana.

Invitiamo, tra l’altro, il MoVimento 5 Stelle, che sappiamo sensibile al tema e che non ci risulta ad oggi aver presentato nessun atto, di controfirmare, di aggiungere le proprie firme per dare più forza a questi atti.

Ma io voglio stigmatizzare l’atto di codardia del Governo che, non soltanto non va verso l’election-day, ma anticipa i termini il più possibile per ammazzare qualsiasi forma di dibattito. Il 17 aprile, sostanzialmente, è domani. In Consiglio dei Ministri m’immagino, non c’ero e non posso sapere, che ci sia stata una sorta di teatrino in cui veniva chiesto a gran voce di fare queste votazioni il prima possibile, anche domani. Immagino che gli sia stato detto che, a termini di legge, si possano fare soltanto dal 15 aprile al 15 giugno. Ecco, magari potrebbero aver detto: “Facciamole subito il 15 aprile! No, il 15 aprile è venerdì, non si può. Facciamole domenica 17”. M’immagino che sia andata così la scelta della data.

Noi facciamo un appello a Mattarella, l’ultimo baluardo, che deve controfirmare questa proposta, affinché non firmi. Abbiamo inviato una lettera formale proprio questa mattina.

Chiudo il mio intervento dicendo che fare l’election-day, tra le altre cose, permetterebbe di risparmiare 300 milioni di euro. Ora, si fa un grande parlare di contributi e di incentivi alle fonti fossili ed alle fonti energetiche rinnovabili. Io voglio che venga messo agli atti che la mia componente parlamentare considera questi 300 milioni di euro buttati al vento per fare un’elezione, un referendum, il prima possibile, per ammazzarne l’esito e per favorire le fonti fossili, come un vero e proprio incentivo e contributo statale alle fonti fossili.

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