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Resit, Segoni: “Il ministero non se ne lavi le mani, serve la bonifica della discarica”

"Provvisorio dal 2005"

“Provvisorio dal 2005”

“Il Ministero non si lavi le mani della vicenda della discarica Resit e non si nasconda dietro le divisioni di competenze tra Stato-Regione.

È un bene che siano state inaugurate le opere per la messa in sicurezza ma quello di cui si ha realmente bisogno è una vera bonifica.

Non si illudono i cittadini con le inaugurazioni, le Istituzioni sono state a lungo cieche nel non vedere il disastro ambientale.

Il problema non può e non deve essere arginato così perché anche la risposta di oggi dimostra che è assente completamente una progettualità sull’intera area sebbene sia sotto gli occhi di tutti un disastro ambientale che avrà ripercussioni per decenni”.

Lo afferma Samuele Segoni, deputato di Alternativa Libera a seguito della risposta del Ministero dell’Ambiente al question-time in Commissione Ambiente in merito all’interrogazione presentata sulla discarica ex-Resit.

L’esponente di Alternativa Libera, che ha visitato recentemente i luoghi della terra dei fuochi con un gruppo di attivisti locali di Alternativa Libera Giugliano, ha chiesto al Ministro dell’Ambiente di conoscere l’individuazione delle tecniche più idonee per la messa in sicurezza e per la bonifica del sito della discarica Resit e se il sequestro dei beni fosse sufficiente a risarcire le parti lese e a compiere la completa la bonifica del territorio.

Il Ministero, tramite il sottosegretario Velo, ha risposto che sono stati stanziati cinque milioni di euro per la messa in sicurezza e che bisogna attendere la conclusione dei gradi di giudizio del processo in corso per il rispetto del principio ‘chi inquina, paga’.

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