Riforma penale, Turco: “No a legge ammazza-inchieste”

Giustizia“L’inserimento di un termine così stringente per il pubblico ministero che deve esercitare l’azione penale o richiedere l’archiviazione entro soli tre mesi dalla scadenza del termine massimo di durata delle indagini preliminari, è follia perché vuol dire ignorare che nella pratica tre mesi è un termine del tutto insufficiente per consolidare ed organizzare le fonti di prova raccolte nelle indagini e poi strutturare l’azione penale nel processo dibattimentale”.

Lo afferma Tancredi Turco, deputato di Alternativa Libera e membro della Commissione Giustizia di Montecitorio. “È inaccettabile – prosegue Turco –  l’inserimento dell’emendamento Pagano avvenuto nottetempo in Commissione che vorrebbe impedire a chiunque di poter diffondere registrazioni di conversazioni alle quali ha partecipato direttamente. È in netto contrasto con l’orientamento della Cassazione ormai consolidato negli anni che invece ne consente l’utilizzo e la diffusione”.

“Infine, la rimodulazione dei presupposti applicativi e delle modalità delle intercettazioni, data la delicatezza della materia, dovrebbe essere un tema approfonditamente analizzato ed approvato dal Parlamento e seguire l’iter di formazione di una legge ordinaria e anziché essere oggetto di delega al Governo”.

“Ci si rammarica che di fronte ad un provvedimento che contiene norme di assoluto buon senso quali il necessario inasprimento delle pene detentive per molti reati fra i quali, furto e rapina, per garantire maggiore sicurezza, il Governo si sia, invece, arrogato il diritto di inserire nel testo alcuni elementi che presentano forti criticità trasformandolo in una legge ammazza-inchieste”, conclude il deputato di Alternativa Libera.

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