Scuola, Bechis: “No alla baronia dei presidi”

buona-scuolaAlternativa Libera voterà contro questa legge. La Scuola é il centro della formazione dei cittadini italiani del futuro. Lo fa attraverso la cultura e l’educazione, tramite gli inegnanti che sono punti di riferimento e anche mentori dei ragazzi che stanno crescendo.

Ecco, oggi il Governo cestinerà studenti, docenti e famiglie, ma non lo farà con il nostro appoggio.

Il dissenso radicale espresso dalle parti sociali nelle piazze a cui noi stessi parlamentari di Alternativa Libera abbiamo partecipato, avrebbe dovuto far capire a Renzi che questa riforma non si può e non si deve imporre col ricatto. Migliaia di onesti lavoratori resteranno a casa. Mi riferisco a buoni insegnanti, gli abilitati Pas e Tfa, formati e selezionati con importanti investimenti personali e con le nostre tasse.

Sono settantamila i precari che con questa legge vedono cancellati oltre venti anni di sacrifici e trasferte. Le 100.000 assunzioni, tanto declamate, non verranno mai fatte!

Mentre i “fortunati” neo assunti nel corso dell’anno potranno essere spostati più volte e se non accetteranno anche un solo incarico non avranno più diritto a ricevere alcuna proposta di lavoro da parte del Ministero. Si è parlato tanto di sicurezza e programmazione ma è passata in sordina la notizia, lanciata da Cittadinanzattiva, che il MIUR ha rimandato la pubblicazione dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, prevista per il 30 giugno scorso.

Ad oggi, nonostante una sentenza del TAR del Lazio le famiglie ignorano le condizioni effettive delle  scuole frequentate dai loro figli. Il motivo della mancata diffusione dei dati sembra essere determinato dal ritardo di sei regioni, Lazio, Basilicata, Molise, Campania, Sicilia, Sardegna che non avrebbero ancora inserito i dati delle proprie scuole sul sistema operativo comune di recente adozione (Conferenza Stato Regioni febbraio 2014), coordinato dal Ministero dell’Istruzione.

Piccolo dettaglio: queste sei regioni coprono il 35% di tutte le scuole del Paese, 14.522 su 41.383. Come sarà possibile programmare se è la situazione del 35% delle scuole italiane e sconosciuta?Riteniamo che la chiamata diretta degli insegnati da parte del dirigente scolastico sia incostituzionale e non escludo che lo sia anche in altre parti.

Siamo quindi di fronte ad un testo che verrà abbattuto nelle aule dei tribunali, che faranno valere la gli articoli 33 e 97 della nostra costituzione. In questa riforma assurda si dice chi può scegliere su basi soggettive il corpo docente ma non compaiono da nessuna parte quali dovrebbero essere i requisiti di un insegnante. Il curriculum professionale è condizione necessaria ma non sufficiente per dimostrare il valore professionale di una persona, e quindi non dà alcuna garanzia.

Dunque, Presidente, Ministro, Colleghi, una riforma dannosa. Ogni passaggio politico e tecnico di questa riforma è l’esempio di ciò che andrebbe evitato. Dalla lettera agli insegnanti alla baronia dei presidi, passando dal video delirante del Primo Ministro Italiano con i gessetti colorati. Come detto voteremo convintamente “no”.

Guarda il video dell’intervento di Eleonora Bechis.

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