Segoni-Mucci: “Superare i limiti tecnici e normativi per illuminazione pubblica a LED”

LEDÈ opportuno rivedere e superare i limiti tecnici e normativi per l’installazione e l’uso di impianti di illuminazione pubblica a LED.

Secondo quanto riportato dalla relazione del Commissario straordinario per la Revisione della Spesa, Carlo Cottarelli, ogni anno i comuni italiani spendono circa due miliardi di euro solo per l’elettricità e la conversione a LED, a legislatura vigente, comporterebbe un risparmio di 600 milioni nei primi tre anni di applicazione della norma”. Lo affermano Samuele Segoni e Mara Mucci, deputati di Alternativa Libera.

La conversione a LED, soprattutto nell’ambito delle così dette smart city, avrebbe quindi evidenti ricadute positive sui bilanci comunali e sul quantitativo delle emissioni climalteranti. Peccato che circa la metà dei comuni italiani non possa operare questa riconversione a causa di una serie di norme sull’inquinamento luminoso che si sono sovrapposte ostacolando e impedendo questa virtuosa possibilità”, sottolinea Segoni.

“Nello specifico – aggiunge Mucci – si è verificato il caso in cui i sindaci di alcuni comuni, come quello di Monzuno, si siano trovati costretti a spegnere l’illuminazione pubblica per esigenze di bilancio e che non abbiano potuto provvedere alla conversione a LED a causa di una normativa che vieta l’utilizzo di questa tecnologia nelle vicinanze di osservatori astronomici.

Esiste la possibilità di evitare che questo riaccada visto che, secondo quanto afferma uno studio di ISPRA AMBIENTE del 2014, è possibile realizzare LED con spettro luminoso che attraverso opportuni filtri applicati alle armature dei telescopi gli osservatori riuscirebbero facilmente a filtrare”

“A riguardo – concludono i due deputati di Alternativa Libera – abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare, convinti che la riconversione dell’illuminazione pubblica a LED e con sistemi di controllo remoto possa costituire un notevole risparmio per gli enti locali ed un rilancio occupazionale, visto che un semplice adeguamento normativo che subordini l’installazione dei LED alla fornitura di appositi filtri agli osservatori sbloccherebbe risorse per gli enti locali e avvierebbe una seria politica di mitigazione dei chiamanti climatici. Il tutto a costo zero per il pubblico. Alternativa Libera presenterà emendamenti alla legge di Stabilità in merito a questa tematica.

Ci chiediamo se il ministro Galletti, non ritenga opportuno assumere iniziative, anche a livello normativo, per conciliare la capillare diffusione dell’illuminazione a LED con il pieno rispetto dell’attività astronomica, non sottovalutando quanto l’utilizzo di una tecnologia simile possa significare per il nostro Paese non solo in termini di risparmio economico, ma anche di riduzione di emissioni climalteranti”.

Condividi

Aggiungi un commento