SORRIDI O TI LICENZIANO

Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, commentando i dati Istat relativi ad occupati e disoccupati di febbraio 2017 sembrava davvero soddisfatto.

Beato lui.

Secondo le stime dell’ente, il tasso di disoccupazione degli under 24 è sceso di 1,7 punti, attestandosi al 35,2%. Gli inattivi però aumentano. 87.000 posti lavoro in più. Ma 87.000 anche gli inattivi in più. Il rapporto è a saldo zero. Cresce il lavoro temporaneo, ma diminuisce quello a tempo indeterminato.

In Europa la media della disoccupazione tra i più giovani è del 22% e il nostro paese è sempre agli ultimi posti di questa drammatica classifica.

Difatti, appena possono, i nostri giovani se ne vanno: l’anno scorso si sono trasferiti all’estero oltre 100mila connazionali. La percentuale di emigranti italiani è in aumento e la fascia anagrafica tra i 18 e i 34 anni è quella che è più soggetta all’emigrazione.

Se ne vanno a studiare nelle Università inglesi, tedesche, olandesi o americane: quelli che possono. Gli altri a fare il lavapiatti, il cameriere o il portiere di notte. Dove trovano, dove i confini non si chiudono.

Nel Manifesto di Alternativa Libera si legge:

Noi, che siamo l’Alternativa Libera crediamo nei giovani. La loro voglia di cambiamento e la loro intelligenza può sviluppare quell’energia collettiva di cui l’Italia ha bisogno. Ignorare il capitale umano che essi rappresentano sarebbe una colpa imperdonabile e una condanna certa per il nostro Paese.

Ma la realtà che i nostri giovani devono affrontare ogni giorno è decisamente diversa da quello che auspichiamo. Per quelli che rimangano qui, come per quelli che son partiti, il sorriso professionale ad esempio è diventato d’obbligo.

O sei felice o ti licenziano. Leggete anche questo articolo.

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